In arrivo in Italia pace-maker anti-ipertensione “difficile”, a Milano task-force di esperti per definire protocolli nuova terapia

Adelaide Terracciano | 26/01/2010 12:59

farmaci

Si chiama Rheos baroreflex activation therapy (Bat) ed è un pace-maker che promette di abbassare la pressione arteriosa. Già testato negli Usa, il dispositivo hi-tech debutterà presto in Italia e potrebbe rappresentare un'alternativa terapeutica per quei pazienti - circa 2 milioni su un totale di 22 milioni di ipertesi - refrattari ai farmaci. E proprio per preparare il terreno all'inserimento della Bat nella pratica clinica del nostro Paese, una task force composta da 20 tra i massimi esperti italiani, tra cui i responsabili degli 11 Centri nazionali di riferimento a livello europeo, si è riunita oggi a Milano nel Centro di ricerca e cura dell'invecchiamento dell'Istituto auxologico italiano, per delineare i protocolli di intervento.
 

Il pace-maker si impianta sottocute nel collo, e i suoi elettrodi collegati alla biforcazione delle arterie carotidi stimolano il 'baroriflesso', cioè il principale riflesso nervoso che ha il compito di frenare gli aumenti di pressione. "Alcune ricerche condotte anni fa proprio qui a Milano hanno dimostrato che il baroriflesso è meno attivo nell'iperteso", sottolinea Alberto Zanchetti, direttore scientifico dell’Istituto auxologico italiano, oggi a margine della riunione tecnica. Quello che mancava era una tecnologia in grado di attivare al meglio questa stimolazione selettiva. Il nuovo dispositivo nasce con l'obiettivo di colmare questo vuoto. "E l'Italia è stata scelta come primo Paese europeo in cui organizzare uno studio controllato sulla Bat", precisa lo specialista.
I primi pazienti a beneficiarne saranno quelli di Lombardia, Toscana ed Emilia Romagna. La terapia entro la fine del 2010 potrebbe essere estesa anche alle altre regioni italiane e in Europa, grazie all'attività della task force di ricercatori e clinici, attivata oggi a Milano. Il dispositivo è stato messo a punto negli Stati Uniti da una società di Minneapolis, costa 25 mila euro ma verrà messo a disposizione delle Regioni italiane per la fase di 'prova' a un prezzo scontato del 40% circa. Negli States è stato impiantato su oltre 300 pazienti con risultati positivi. Ora tocca all'Italia, dove prima dell'estate verranno eseguiti i primi interventi. Dopo una fase di test della durata di un anno, se le valutazioni scientifiche e quelle sul rapporto costo/efficacia avranno esito positivo, l'esperienza verrà ampliata.