Cgil: la deregulation dell’intramoenia è un enorme danno per i cittadini

Silvio Campione | 26/01/2010 17:21

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La ''devastante deregulation della libera professione'', contenuta nel Ddl sul Governo Clinico in discussione alla Camera e rilanciata dal Ministro della Salute Prof. Ferruccio Fazio in una intervista al Sole 24 Ore, è un gravissimo danno per i medici che credono nel servizio pubblico e per i cittadini che sempre di meno si possono permettere di rivolgersi al privato: il parere è di Massimo Cozza, segretario nazionale dei medici della Cgil.

 ''E' sbagliato lasciare la possibilità al medico pubblico di poter svolgere la libera professione sia dentro che fuori il Ssn, salvando comunque l'indennità di esclusività - dice Cozza riferendosi alle dichiarazioni di Fazio -. Si tratterebbe di un 'tana libera tutti' a vantaggio di chi vuole centrare la sua attività professionale nel privato, a danno dei medici che vogliono poter svolgere la libera professione intramoenia in modo trasparente negli ospedali e nei servizi territoriali. Un danno per i cittadini che non potranno più avere nel servizio pubblico il luogo delle visite anche in intramoenia, con un centro unico di prenotazione e di pagamento degli onorari, con una chiara e trasparente regolamentazione su tariffe e con un monitoraggio sulle liste di attesa pubblico-privato''. Per Cozza estendere poi l'indennità di esclusività anche al medico pubblico che svolge la libera professione nel privato significa ''svuotare la scelta per il Ssn della stragrande maggioranza dei medici (95%), peraltro con un costo aggiuntivo di circa 50 milioni di euro per poter 'regalare' più soldi agli oltre 5.500 medici oggi in extramoenia'''. ''Chiediamo pertanto al Ministro, al Parlamento e alle Regioni - conclude Cozza - di fermare questa picconata al Ssn. Si tratterebbe di un tragico errore per la sanità pubblica''.