L’inventore della RU486: ho scoperto la pillola contro l’Alzheimer

Neurologia | Silvio Campione | 27/01/2010 10:16

Curare il morbo di Alzheimer sarà possibile secondo il professor Etienne-Emile Baulieu, l'inventore della pillola del giorno dopo, la Ru 486.

Lo ha detto lui stesso presentando la sua ultima scoperta: una proteina capace di rallentare la demenza degenerativa invalidante che esordisce in prevalenza in età senile. Si chiama Fkbp52, è presente in grande quantità nel cervello (fa parte della famiglia delle immunofiline che si lega a farmaci immunosoppressori) e se stimolata da un farmaco può riparare la Tau, la proteina scoperta da Michel Goedert nel 1988 - che gioca un ruolo importante nel buon funzionamento dei neuroni - che alterandosi con l'età è la principale responsabile dell'Alzheimer e delle demenze senili in genere. Dopo l'''Elisir di eterna giovinezza'' (Dhea) e la Ru 486, questo instancabile endocrinologo e biochimico, all'età di 83 anni, pensa quindi di ''avere trovato il modo di bloccare l'invecchiamento del cervello''. ''Ho fatto questa scoperta un anno e mezzo fa - racconta Baulieu - Mi rivedo con il naso sul microscopio nel momento in cui ho osservato che il Tau reagiva. Ho detto a Beatrice Chambraud (una delle ricercatrici della sua equipe all'Istituto della ricerca medica Inserm ndr ): abbiamo trovato come riparare il Tau, guarire l'Alzheimer''. ''Le nostre ricerche aprono la strada alla possibilità di una diagnosi precoce del morbo - aggiunge - le anomalie biochimiche infatti sono presenti almeno 5 o 10 anni prima dei segnali clinici''. Dopo avere stabilito il legame tra le due proteine i ricercatori hanno mostrato in laboratorio che una forte quantità di Fkbp52 impediva l'accumulo di Tau nelle cellule nervose: ''si può dunque trovare un rimedio basato su questa reazione - continua il medico - sono convinto del risultato, che si può fare qualcosa sul piano della conoscenza, del trattamento e della prevenzione''. ''Tra due o tre anni - continua il medico - se avremo trovato i 5 milioni di euro necessari per finanziare la ricerca, sapremo se funziona davvero. Ora ho la soluzione mi mancano solo gli strumenti''. L'annuncio di Baulieu è infatti motivato dal ''bisogno di fondi per potere continuare la sperimentazione''. A fare il primo passo è stato Pierre Bergè, il compagno del defunto stilista Yves Saint Laurent, che ha annunciato il suo impegno come mecenate. Grazie alla sua donazione si potranno condurre studi clinici sugli animali, poi sull'uomo e trovare il trattamento per ''dopare'' questa proteina anti-Alzheimer. ''Si vive sempre più a lungo. Un bambino su due nato dopo il 2000 sarà centenario - spiega l'endocrinologo - Ma il cervello invecchia più in fretta del corpo''. L'Alzheimer colpisce più di 26 milioni di persone in tutto il mondo, oltre 500.000 in Italia e 800.000 in Francia. Secondo l'ultimo rapporto dell'associazione Alzheimer's Disease International (Adi), nel 2010 le persone che ne soffriranno saranno oltre 35 milioni a livello mondiale che sono destinate a raddoppiare nei prossimi 20 anni: sono attesi 65,7 milioni di malati nel 2030 e ben 115,4 milioni nel 2050.

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