Nell'uva "mini farmacia" amica del cuore

Redazione DottNet | 15/09/2008 13:43

Bella da vedere e buona da mangiare, ma anche amica della salute. L’uva, frutto settembrino per antonomasia, nasconde virtù terapeutiche. “Ogni acino contiene nella buccia nella polpa una “mini farmacia”, utile contro scompenso cardiaco e neuropatie, alleata anti-invecchiamento e cura di bellezza per pelli e capelli. A promuovere i grappoli cari è Chiara Trombetti, dietista dell’Istituto clinico Humanitas Gavazzeni di Bergamo.  “L’uva ha notevoli qualità di cui può beneficiare il nostro organismo”, spiega l’esperta. Per esempio, “ la spremitura dei vinaccioli dà un olio ricco di acidi grassi polinsaturi che aiutano a tenere sotto controllo i livelli di colesterolo nel sangue”. Ma l’uva fa bene anche mangiata in purezza” . Nella polpa troviamo grandi quantità di glucosio, ma anche levulosio e saccarosio, elementi energetici e nutrienti per eccellenza”, sottolinea Trombetti.
 

Oltre a pectine e acido tartarico, “che hanno una funzione protettiva nei confronti del tubo digerente”. E ancora. “Grazie alla presenza di potassio, l’uva ha un effetto diuretico” utile ”ai neuropatici ed ai malati di cuore che tendono allo compenso”, nonché un’azione “depurante dell’organismo. Per questo, nonostante sia zuccherina, può essere indicata, ma in quantità limitate, nelle diete dimagranti come alimento disintossicante” dice la dietista. Via libera ai grappoli in tavola, dunque, sia per i bimbi “affamati” di energia che per gli anziani col cuore stanco. E ovviamente per gli adulti che vogliono rallentare le lancette del tempo. L’uva, con il “complesso vitaminico (A, C, PP, B1, B2) che contiene, e i molti sali minerali come il sodio, il calcio, il potassio, il magnesio ed il manganese, lo iodio, il fosforo, il ferro e il cromo”, esercita “una benefica azione sulla pelle e sui capelli, oltre agli effetti anti-invecchiamento e anti-radicali liberi”. Rossa o bianca non fa differenza, assicura Trombetti, anche se il maggiore contenuto di ferro rende la variante scura preferibile negli anemici. Quanto ai semini, “non è vero che danno allergia, mentre è vero che possono disturbare il colon, soprattutto se è affetto da diverticolosi”. La specialista riprende infine il concetto di ampeloterapia, o “cura dell’uva”. E’ “un metodo conosciuto fin dall’antichità, noto già agli Arabi, ai Romani e ai Greci, in cui l’uva diventa l’alimento principale, se non l’unico, del menù quotidiano per 4 o 5 giorni. L’obiettivo è fare un bel “lavaggio” a intestino e fegato grazie alle proprietà diuretiche e lassative”.


 

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