Donne-medico: maggiore flessibilità per la categoria

| 27/01/2010 19:10

Come donna e come medico ho seguito il convegno della Cimo: ne ho tratto dichiarazioni e spunti interessanti per la categoria che estendo anche alle colleghe:

Secondo quanto emerso, la donna italiana rappresenta ancora il pilastro della famiglia, e dunque della società, ma questo ruolo non può certo danneggiare la sua professione. E' questo, il messaggio che arriva dal convegno organizzato dalla Cimo (Associazione sindacale medici dirigenti) 'Donne medico nella sanità pubblica', dove si è discusso delle strategie sindacali dei prossimi 10 anni dedicate ai 'camici rosa'. Con un obiettivo preciso: quello di modificare i contratti di lavoro e garantire alle donne pari condizioni. Se si guarda al numero di specializzandi e specializzati nelle facoltà di Medicina e Chirurgia, si scopre che oltre il 60%, con una progressione verso il 70%, sono donne, spiega Italia Corti del coordinamento nazionale femminile della Cimo, che chiede una maggiore flessibilità, più adatta ai tempi, nei contratti di lavoro. ''Vogliamo porre l'attenzione su alcune specificità della donna medico, che hanno senza dubbio esigenze diverse rispetto alla categoria maschile, e vogliamo che di questo i contratti ne tengano conto'', aggiunge Riccardo Cassi, presidente nazionale Cimo-Asmd, che individua alcune priorità: una gestione del part time più intelligente, una riconsiderazione del ruolo della gravidanza, che spesso danneggia la donna, e un'organizzazione del lavoro che eviti discriminazioni di genere in merito alle assunzioni per quanto riguarda i capi dipartimento.

Dott.sa Alessandra Pellegrino
 

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