Cure palliative, più facile l’accesso ai farmaci antidolore. Il decreto punto per punto

Silvio Campione | 27/01/2010 19:20

Più facile accedere ai farmaci contro il dolore severo, grazie alla legge che il Senato ha approvato mercoledì scorso all'unanimità e che ora va alla Camera per il sì definitivo.

Durante l'esame in aula sono state introdotte alcune modifiche che renderanno necessario un nuovo passaggio a Montecitorio: tra queste l'obbligo per i medici di monitorare il dolore di ogni paziente ricoverato e di annotare i risultati nella cartella clinica. Accolto anche un ordine del giorno che apre alla possibilità di produrre in Italia farmaci a base di cannabis. Con le nuove regole, le cure palliative, quelle destinate ai malati terminali, diventano un diritto per tutti e la prescrizione di farmaci antidolore (a base di oppiacei e cannabinoidi) diventa meno macchinosa: il medico non avrà più bisogno, come oggi, di un ricettario speciale; l'unico vincolo é che il farmacista dovrà conservare l'originale o una fotocopia della ricetta. Prevista anche una rete territoriale di strutture sanitarie specializzate nelle cure palliative e una rete analoga per la terapia del dolore.
CURE PALLIATIVE E TERAPIA DEL DOLORE - Sono "cure palliative" l'insieme degli interventi finalizzati al benessere dei malati terminali, per i quali le cure non servono più ai fini della guarigione. Le "terapie del dolore" sono invece quelle applicate alle "forme morbose croniche" e servono al controllo del dolore.
MONITORAGGIO DOLORE PER TUTTI RICOVERATI: Con la modifica introdotta in Senato, ogni ricoverato dovrà essere monitorato dai medici che lo hanno in cura anche sotto l'aspetto del dolore. Un obbligo che oggi esiste solo per i malati terminali e che ora si estende a tutti i pazienti, indipendentemente dalla patologia per la quale vengono ricoverati. Le osservazioni dovranno essere annotate sulla cartella clinica.
DUE RETI TERRITORIALI - Per assicurare le cure palliative e le terapie del dolore, inserite nel piano sanitario nazionale come obiettivo prioritario, il Senato ha previsto l'istituzione di due reti distinte: una per le cure palliative, l'altra per la terapia del dolore. Tali reti sono costituite dall'insieme delle strutture sanitarie, sia ospedaliere che territoriali (i cosiddetti 'hospice' ), nonché delle figure professionali, che provvedono all'erogazione delle cure.
STOP TARIFFA SELVAGGIA: Le tariffe delle cure palliative nelle strutture pubbliche e convenzionate, che oggi variano molto da regione a regione, dovranno essere omogenee su tutto il territorio nazionale.
COMMISSARIAMENTO REGIONI - Nel caso in cui una regione ritardi o ometta di adempiere a quanto previsto dalla legge, il ministero della Salute fissa un termine ultimo, scaduto il quale viene nominato un commissario 'ad acta'.
ACCESSO SEMPLIFICATO AI MEDICINALI - La nuova legge semplifica le prescrizione dei medicinali per il trattamento dei pazienti affetti da dolore severo. Non sarà così più necessario da parte del medico utilizzare un ricettario speciale, ma il farmacista conserverà copia o fotocopia della ricetta. Alcuni principi cannabinoidi, che sono importanti per malattie come la Sla, vengono inseriti nell'elenco dei farmaci.
FONDI AD HOC - E' stanziata una quota fissa di 50 milioni di euro, più 100 milioni di euro inseriti dal 2009 tra gli obiettivi di piano del fondo sanitario nazionale. Affinché le risorse vengano effettivamente destinate alla cura del dolore, la nuova legge prevede che le Regioni inadempienti non potranno accedere per l'anno successivo ai finanziamenti sanitari nazionali.
FORMAZIONE - Viene disciplinata anche la formazione e l'aggiornamento del personale sanitario specializzato, con specifici percorsi universitari e l'istituzione di master.
OSSERVATORIO - La legge istituisce un Osservatorio nazionale permanente, incaricato di redigere un rapporto annuale sull'andamento delle prescrizioni.
PRODURRE FARMACI CON CANNABIS, PRIMA APERTURA GOVERNO: Non è entrato nel disegno di legge, ma il governo ha accolto un ordine del giorno della radicale Donatella Poretti che chiedeva di sbloccare la produzione in Italia di cannabis per uso farmacologico. Il problema nasce dal fatto che, nel nostro paese, è possibile prescrivere e vendere antidolorifici contenenti derivati della cannabis indiana, ma non produrli direttamente; anche se esistono strutture quali il centro di ricerca per le colture industriali di Rovigo (già attrezzato per coltivare la cannabis) e lo stabilimento farmaceutico militare di Firenze che sarebbero in grado di farlo. In mancanza di prodotti italiani, in farmacia e negli ospedali vengono venduti solo prodotti provenienti dall'estero.
L'ordine del giorno presentato durante l'esame al Senato del ddl sulle cure palliative e che prevede una produzione italiana di farmaci a base di cannabinoidi, eventualmente presso lo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze, ''è vago ed andrebbe precisato''. Ad affermarlo è il farmacologo Silvio Garattini, il quale esprime inoltre forti dubbi circa la ''reale utilità'' dei farmaci cannabinoidi nella terapia del dolore. Innanzitutto, ha sottolineato Garattini, ''va detto che non è possibile produrre dei farmaci se questi sono brevettati'', come eventualmente nel caso dei farmaci cannabinoidi già in uso in altri paesi. Dunque, ha affermato l'esperto, ''mi pare che l'odg presentato sia piuttosto vago e andrebbe meglio precisato: bisogna cioè precisare quali sono i farmaci che si vogliono produrre, per quali malattie e con quale iter autorizzativo''. Quanto all'utilità di tali farmaci, Garattini esprime ''forti dubbi'': ''Non ci sono grandi prove circa la loro reale efficacia nella terapia del dolore, mentre - ha concluso il farmacologo - abbiamo farmaci disponibili e di comprovata efficacia come gli oppioidi, per i quali la prescrizione è stata semplificata''. Di parere opposto è Silvio Viale: “Un passo avanti dettato dal buon senso''. Così il medico ed esponente Radicale commenta l'accoglimento da parte del governo dell'ordine del giorno presentato durante l'esame del ddl sulle cure palliative al Senato e che prevede una produzione italiana di farmaci a Firenze. ''Si tratta di un passo avanti e di buon senso poichè - afferma Viale - i farmaci cannabinoidi nella terapia del dolore sono già usati in molti paesi europei ed hanno grandi potenzialità''. Dunque, sottolinea l'esperto, ''non c'è motivo per opporsi all'utilizzo di questo tipo di farmaci''. Quanto ad una possibile produzione italiana di farmaci cannabinoidi presso lo stabilimento di Firenze, ''sarebbe una soluzione buona per cominciare a muoversi, ma non credo - rileva Viale - sia però la soluzione ottimale, poichè la produzione dovrebbe essere 'aperta' anche alle altre aziende farmaceutiche''. Infine un auspicio: ''Mi auguro che per quanto riguarda l'approvazione del provvedimento sulle cure palliative questa sia la volta buona, poichè di annunci, finora - conclude il medico - ve ne sono stati fin troppi''.
 

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