Allo studio recettori multi-bersaglio, cureranno da ansia a melanomi

Redazione DottNet | 15/09/2008 15:25

Dall'ansia alla schizofrenia, dal mal di testa ai melanomi, dal Parkinson al reflusso
gastroesofageo. Promettono di curare malattie molto diverse fra loro nuovi farmaci allo studio nei laboratori di tutto il mondo che si basano su una scoperta cui hanno contribuito anche ricercatori italiani: si tratta dei recettori metabotropici del glutammato, soprannominati 'mGlu', uno dei target più innovativi oggi esistenti e su cui gli scienziati ripongono grandi speranze proprio per il loro potenziale impiego contro molteplici patologie, soprattutto neurologiche e psichiatriche.

 

Dell'argomento si è parlato a Roma alla presentazione di un congresso, in programma a Taormina dal 14 al 19 settembre, organizzato per consentire a studiosi internazionali di fare il punto della situazione sulle sperimentazioni in corso.
"Il glutammato - ha spiegato ai giornalisti Ferdinando Nicoletti, professore ordinario di Farmacologia dell'università 'La Sapienza' di Roma e membro del comitato scientifico dell'Istituto neurologico mediteranneo Neuromed di Pozzilli (Isernia), il cui team ha contribuito alla scoperta dei recettori mGlu nel 1986 - è il principale neurotrasmettitore eccitatorio del Sistema nervoso centrale. Ma quando è presente a concentrazioni troppo elevate può rappresentare uno stimolo neurotossico e determinare morte neuronale, un meccanismo patogenetico comune alla maggior parte delle malattie neurodegenerative. Questa sostanza esercita le sue azioni interagendo con i recettori localizzati sulle membrane delle cellule nervose. Alcuni di essi, denominati metabotropici, modulano la trasmissione sinaptica e regolano la soglia di attivazione delle cellule nervose. Per questo, i recettori mGlu, suddivisi in otto sottotipi, sono oggi considerati un bersaglio ideale per farmaci innovativi di potenziale impiego in molte patologie, soprattutto neurologiche e psichiatriche".
 

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