RU 486, i Nas battono Internet per le vendite clandestine

Farmaci | Redazione DottNet | 02/02/2010 16:06

L'allerta lo ha lanciato il ministro della Salute Ferruccio Fazio, annunciando di avere incaricato i carabinieri della sanità Nas di controllare i siti dove si mettono in vendita le pillole abortive. Obiettivo: scongiurare il rischio che la pillola abortiva Ru486 - che in Italia sarà disponibile negli ospedali - possa essere messa in vendita attraverso 'canali paralleli' come appunto la rete. Ma i controlli effettuati finora, si apprende dai Nas, non hanno condotto a canali di commercializzazione di questo tipo. Il pericolo di una vendita online della Ru486 era stato paventato anche dal presidente dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri, mentre l'opposizione giudica strumentale tale argomentazione.
 

- NAS AL LAVORO PER RISCHIO VENDITA IN RETE PILLOLA RU486: Sono già al lavoro da tempo i carabinieri dei Nas per capire se e in che misura la pillola abortiva Ru486 stia arrivando in Italia attraverso un commercio illegale online e ora, su richiesta di Fazio, stanno lavorando per verificare se in rete o sul territorio si è creato un mercato parallelo che non rispetta la legge 194 sull'interruzione volontaria di gravidanza. Ma le attività di esplorazione analitica, si è appreso dal comando dei Nas, non hanno, almeno fino ad ora, condotto verso un canale di commercializzazione rivolto in particolare al nostro paese. La pillola in Italia deve essere utilizzata solo in ospedale e a giorni arriverà, dopo un contestato iter di registrazione, anche nei nosocomi italiani permettendo alle donne l'aborto farmaceutico. Il ministro, dalle pagine del 'Il Messaggero', aveva annunciato di avere incaricato i Nas di controllare i siti dove si mettono in vendita le pillole abortive.
- E' POLEMICA TRA MAGGIORANZA E OPPOSIZIONE: Gasparri ha ringraziato, in una nota, il ministro Fazio e il sottosegretario al Welfare Eugenia Roccella per l'impegno che con loro il governo si è assunto ''per vigilare affinchè la pillola abortiva Ru486 sia somministrata solo nei limiti della normativa vigente''. ''Invito tutti, compresi i vertici dell'Agenzia italiana del farmaco Aifa - ha affermato Gasparri - ed in particolare il direttore Rasi, che sotto questo aspetto ha assunto un atteggiamento che è parso a tratti troppo superficiale, affinchè si denunci la commercializzazione illegale della pillola abortiva''. Nessuna criminalizzazione, ma la necessità, ha concluso Gasparri, che ''ci sia sempre un faro acceso per impedire l'aborto fai da te e garantire piuttosto la totale assistenza in ospedale a chi decidesse di utilizzarla''. Immediata la replica della senatrice radicale eletta nelle liste del Pd, Donatella Poretti: ''Il senatore Gasparri e i suoi compagni di cordata 'se la dicono e se la cantano' con un solo obiettivo: intimorire le donne che decidono di abortire e limitare la loro libertà di scelta rispetto al metodo di interruzione della gravidanza non desiderata''. Quale donna infatti, chiede Poretti, ''andrà mai a comprarsi su Internet la pillola Ru486 che dovrebbe - per il momento ci sono ancora difficoltà tecniche - trovare gratuitamente in tutti gli ospedali in cui si praticano gli aborti?''. E ''serve impegno, consapevolezza e responsabilità da parte di tutti perchè l'accesso alla pillola abortiva continui ad essere monitorato: è una questione su cui bisogna sempre tenere alta la guardia'', ha ammonito Dorina Bianchi, vicepresidente dei senatori Udc. Nessuna evidenza di vendita online anche secondo Silvio Viale, esponente radicale e ginecologo del Sant'Anna di Torino, primo a sperimentare la pillola in Italia: il rischio che sul web si avvii un mercato parallelo per la vendita della pillola abortiva Ru486 ''sembra una provocazione. E in ogni caso - ha affermato - per prevenire il 'mercato nero' non c'è riposta migliore che renderla finalmente disponibile anche in Italia''. Viale ha sottolineato di conoscere ''molte donne che si sono rivolte a strutture di altri Paesi per sottoporsi all'aborto farmacologico, ma nessuna - ha confermato - che abbia acquistato la pillola su internet''.
 

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