Cardiologi, buoni risultati anche da un corretto stile di vita

Redazione DottNet | 23/09/2008 17:08

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In caso di cardiopatie è bene prendere in esame anche una terapia farmacologica

Il ricorso a interventi invasivi e 'aggressivi' come l'angioplastica nei pazienti cardiopatici non sempre paga: in diverse patologie è possibile ottenere buoni risultati anche solo correggendo lo stile di vita e assumendo farmaci contro fattori di rischio come il colesterolo. Lo sottolineano gli esperti riuniti al 42/o Convegno di cardiologia promosso dalla Fondazione De Gasperis e dall'omonimo dipartimento dell'ospedale Niguarda di Milano. ''Nel caso della cardiopatia ischemica cronica e nelle aritmie come la fibrillazione atriale - spiega Francesco Mauri, cardiologo di Niguarda e direttore del convegno - dobbiamo avere il coraggio di rivalutare scelte meno aggressive rispetto per esempio all'angioplastica, tornando a considerare la terapia medica con farmaci''. E' dello stesso avviso anche Silvio Klugmann, direttore del dipartimento di Cardiologia I-emodinamica di Niguarda: ''nei pazienti con cardiopatia ischemica cronica, interventi costosi e relativamente rischiosi come l'angioplastica non prolungano la vita più di quanto non facciano un corretto stile di vita e l'assunzione di farmaci contro fattori di rischio come il colesterolo. Lo dimostra anche lo studio internazionale 'Courage' i cui risultati, a quanto pare, devono ancora essere metabolizzati dai medici''. In occasione della cerimonia di apertura del convegno e' stato consegnato anche il premio 'Alessandro Pellegrini Award', istituito dalla Fondazione De Gasperis e dalla Società italiana di chirurgia cardiaca in memoria del noto cardiochirurgo di Niguarda scomparso un anno fa. Il vincitore Luca Botta, trentenne specializzando dell'Università di Bologna, ha ricevuto dalle mani del presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, un assegno di 30.000 euro che gli consentirà di dedicarsi per un anno ad un'attività clinica e di ricerca in centri di eccellenza.