Studio italiano, chemio 'intelligente' aumenta guarigioni cancro al seno

Ginecologia | | 04/02/2010 13:06

Dalla ricerca italiana la strada per una chemioterapia 'intelligente'. Abbinando alla classica chemio un moderno farmaco 'al bersaglio', aumentano dal 56% al 71% le donne che sopravvivono senza ricadute a una forma di cancro al seno particolarmente aggressiva: il tumore Her2-positivo localmente avanzato. Lo studio si chiama 'Noah' e porta la firma di Luca Gianni, direttore di Oncologia medica 1 all'Istituto nazionale tumori (Int) di Milano. La ricerca, presentata oggi dalla Fondazione Irccs di via Venezian, ha guadagnato le pagine di 'Lancet' e un commento sulla stessa rivista. "Abbiamo dimostrato come ottenere più guarigioni", spiega Gianni.

Il cancro della mammella colpisce ogni anno circa 38 mila italiane, uccidendone quasi 8 mila. Solo il 6-10% di questi tumori è rappresentato dal tipo localmente avanzato e/o infiammatorio, che ha una prognosi più sfavorevole rispetto a quelli operabili. "Questo tumore necessita di farmaci, prima di intervenire chirurgicamente - sottolinea Gianni - In questo studio abbiamo valutato l'associazione
di trastuzumab, anticorpo specifico per il recettore Her2, con la chemioterapia sequenziale". La ricerca, disegnata e condotta dalla Fondazione Michelangelo (di cui Gianni è co-fondatore) sul territorio europeo, in collaborazione con il gruppo spagnolo 'SOLTI' e il sostegno di Roche, ha arruolato 235 pazienti con cancro localmente avanzato di nuova diagnosi, positivo al recettore Her2. A queste donne è stata somministrata per un anno chemioterapia neoadiuvante, e alla metà del campione (117) anche trastuzumab. "I risultati dimostrano che si è compiuto un altro significativo passo avanti nella lotta contro il tumore mammario - afferma il Gianni - L'evidenza indica che farmaci mirati, come trastuzumab contro Her2, aumentano in modo formidabile la possibilità di intervento quando associati alla chemioterapia, portando la sopravvivenza libera da malattia al 71% in un gruppo di donne altrimenti destinato a un decorso molto grave di recidivale progressione.

Fonte: Adnkronos
 

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