Ru 486, ecco le linee guida

Redazione DottNet | 04/02/2010 20:46

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Ricovero obbligatorio o possibilità di day hospital: a poche settimane dall'annunciato arrivo negli ospedali si riaccende la polemica sull'utilizzo della pillola Ru486 innescata dalla posizione della regione Piemonte.

 In assenza di linee guida specifiche l'intenzione, non ancora formalizzata, è quella di lasciare libertà a medico e paziente di valutare caso per caso. Scelta contro la quale si è levata subito la voce del governo: prima l'ex titolare della Salute, il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, e poi l'attuale ministro, Ferruccio Fazio, hanno annunciato l'arrivo di linee guida per fare chiarezza sulle modalità di somministrazione della pillola. Una 'doppia voce' che, per il Pd, dimostra come ''Fazio sia un ministro sotto tutela''. ''Il governo - spiega Sacconi - ritiene che l'aborto farmaceutico debba svolgersi in condizioni di ricovero ospedaliero per essere coerente con la legge 194 e per la salute della donna''. Più cauto Fazio, che subito dopo conferma l'intenzione di emanare delle linee guida nazionali ''che risolvano la disomogeneità a livello regionale'', chiarendo però che la questione sarà vagliata del Consiglio Superiore di Sanità senza orientamenti dal ministero se non quello di ''agire secondo scienza e coscienza''. Da Torino, l'assessore regionale alla Sanità Eleonora Artesio, precisa che ''non esiste nessuna sfida sulla Ru486'' perchè al momento ''non esiste nessun limite dal livello centrale'' se non ''le indicazioni sull'uso del farmaco prescritte dall'Aifa''. E l'agenzia del farmaco, sottolinea, ''prescrive che debba essere garantito il ricovero dal momento dell'assunzione del Mifegyne fino alla verifica dell'espulsione''. Condizione rispettata dalle linee guida piemontesi. Discorso diverso per ''le modalità di adesione della persona'' che vanno ''concordate con il medico''. Il Piemonte quindi ''garantirà il ricovero ordinario alle donne che lo riterranno opportuno'' e ''tutta la sorveglianza sanitaria necessaria'' per le donne che riterranno di ricorrere al day hospital. In clima di elezioni regionali e di alleanze variabili, la questione ha agitato anche la bagarre politica. Il Pdl punta il dito contro l'Udc che ''si è alleato - come dice il capogruppo al Senato Maurizio Gasparri - con la sinistra che vuole l'aborto fai da te'' e minaccia ''denunce'' contro chiunque violerà la legge 194. A stretto giro la risposta del governatore uscente: ''Probabilmente - incalza Mercedes Bresso - il Pdl ha l'abitudine di addomesticare la legge secondo il proprio comodo e quindi pensa che tutti facciano così''. Il Pd, invece, sarà ''demodè ma ha la caratteristica essere rispettoso delle leggi''. Quindi si seguiranno ''le direttive anche sull'uso della pillola Ru486''. La pillola, dopo la pubblicazione del via libera dell'Agenzia italiana del farmaco in Gazzetta Ufficiale lo scorso 9 dicembre, dovrebbe entrare in commercio nelle prossime settimane. L'azienda che la produce, la francese Exelgyne, sta ancora mettendo a punto il bugiardino e la scatola in italiano, ed è pronta a fornirla agli ospedali che ne faranno richiesta.