Da Il Corriere della Sera: Medicine, attenzione a non confonderle

| 08/02/2010 16:38

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Mamme che confondono i flaconi e danno al neonato la medicina che dovrebbero assumere loro (methergin al posto dell’adisterolo); pazienti della stessa famiglia che scambiano il generico di un farmaco per la bronchite cronica (acetilcisteina) con il generico di un antipiretico (acido acetilsalicilico); l’antiasmatico (spiriva) confuso con un farmaco per lo scompenso cardiaco (spiridazide).

L’elenco potrebbe essere molto lungo. Medicine diverse con confezioni troppo simili nel colore, nella grafica o nella forma, oppure con nomi quasi uguali ed ecco che si può commettere uno sbaglio: a casa, in farmacia, in ambulatorio, in ospedale. Con rischi anche seri per la nostra salute. Li chiamano farmaci Lasa, acronimo che sta per look-alike/sound-alike, proprio perché possono essere scambiati per la loro somiglianza grafica o fonetica.
Per scongiurare errori nelle terapie, il ministero della Salute ha promosso il progetto «Farmaci Lasa e sicurezza dei pazienti». Un’indagine conoscitiva, svolta da novembre 2008 ad aprile 2009, ha raccolto più di un migliaio di segnalazioni provenienti soprattutto da ospedali e distretti sanitari (67%), farmacie di comunità (25,1%), nonché da pazienti e medici di famiglia.
Si confonde un farmaco con un altro soprattutto per la somiglianza del nome (628 segnalazioni), ma il rischio di essere «ingannati» dalle confezioni non è molto inferiore (590 segnalazioni). «Si tratta ora di confrontare i dati raccolti con quelli relativi ai farmaci più utilizzati, per elaborare elenchi di quelli che sono maggiormente a rischio di scambio» afferma Alessandro Ghirardini, del ministero della Salute. Un gruppo di esperti è al lavoro. «Dovremmo finire nel giro di 2-3 mesi — promette Ghirardini — poi diffonderemo una raccomandazione per tutelare la sicurezza dei pazienti. Saranno fornite a cittadini e operatori sanitari anche informazioni sulle buone pratiche da seguire per evitare gli errori».
Lo scambio di farmaci tra le mura domestiche è più frequente di quanto si pensi. Una campagna di informazione sul corretto uso dei farmaci, promossa due anni fa dall’Università di Pavia in collaborazione con il Centro antiveleni dell' ospedale Niguarda di Milano e le sezioni territoriali di Federfarma, portò alla segnalazione da parte dei farmacisti coinvolti di ben 1772 errori in due soli mesi: in 403 casi i pazienti avevano proprio assunto il medicinale sbagliato, negli altri due terzi per fortuna l’assunzione errata era stata evitata grazie all’intervento dei farmacisti stessi.
«I rischi maggiori li corrono anziani e bambini— spiega Tiziana Modena, del Dipartimento di chimica farmaceutica dell' Università di Pavia —. Chi è avanti negli anni spesso prende parecchi farmaci in diverse ore della giornata. Inoltre sempre più anziani sono affidati a badanti straniere, che magari non conoscono bene la nostra lingua e a stento comprendono ciò che è scritto sulle confezioni». Per i bambini le «trappole» si nascondono, come spiega Paola Moro, del Centro antiveleni dell'Ospedale Niguarda di Milano: «Soprattutto nelle gocce, negli sciroppi o nelle sospensioni spesso contenuti in flaconi identici per forma e grandezza, differenziati solo dall'etichetta, che può, a sua volta, risultare troppo "indistinta"».
Se si butta la scatola, quindi, la confusione è possibile. Così capita, come racconta Moro: «Che invece di instillare nell' orecchio del bambino le gocce per l'otite, la mamma gliele faccia ingerire, perché confonde il flacone con quello che contiene l’antipiretico. E il bambino corre il rischio di convulsioni o di problemi cardiaci».
Gli scambi tra medicinali avvengono anche in ospedale, come ha rilevato la Società italiana dei farmacisti ospedalieri (Sifo) in un'indagine svolta tra il 2007 e 2008 in sette strutture italiane: 400 gli errori segnalati. A Roma, al policlinico di Tor Vergata, l'anno scorso i farmacisti sono andati in magazzino per verificare se ci fossero farmaci simili: ne hanno individuati 10 a rischio di errore per confezione, mentre sono risultati simili per nome 44 specialità e 42 principi attivi. Per prima cosa l’unità di farmacia ha compilato un elenco dei farmaci più «scambiabili» e l'ha inviato a tutti i reparti perché prestassero la massima attenzione. Poi è stato chiesto alle aziende fornitrici dei medicinali di cambiare le confezioni, adottando grafica e colori diversi. E qualcuna l'ha fatto.