Diagnosticare i parkinsonismi con la PET

Psichiatria | | 09/02/2010 10:28

Identificare con accuratezza le varie forme di parkinsonismi utilizzando la PET (tomografia a emissione di positroni) per assicurarsi che i pazienti ricevano il trattamento corretto è possibile. Lo afferma uno studio apparso su Lancet Neurology.

I ricercatori del Center for Neurosciences del Feinstein Institute for Medical Research di Manhasset coordinati da David Eidelberg hanno testato la capacità dell’imaging cerebrale metabolico di ‘scremare’ i pazienti affetti da parkinsonismi. Per questo sono stati presi in esame 167 pazienti con diagnosi incerte ricoverati nella zona di New York tra il 1998 e il 2006, che sono stati avviati a procedura diagnostica con PET e successivamente a terapia presso specialisti dei disturbi del movimento ignari dei risultati delle PET per una media di 2,6 anni. Solo dopo si è proceduto a una diagnosi clinica finale: la classificazione basata sull’imaging ha mostrato una sensibilità diagnostica dell’84%, una specificità del 97%, un valore predittivo positivo (PPV) del 98% e un valore predittivo negativo (NPV) dell’82%. Spiega Eidelberg “Gli eccellenti risultati nella specificità e nel PPV soprattutto di questo test diagnostico per il Parkinson mediante PET ci spingono a credere che questa procedura vada utilizzata per la diagnosi più che per lo screening”.

Fonte: Tang CC, Poston KL, Eidelberg D et al. Differential diagnosis of parkinsonism: a metabolic imaging study using pattern analysis. The Lancet Neurology 2010; DOI:10.1016/S1474-4422(10)70002-8.
 

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