Via al contratto, aumento di 179 euro al mese: no di Cgil e Uil. Anaao: abbiamo avuto il massimo

Silvio Campione | 10/02/2010 13:50

asl cgil medicina sanità sindacato ssn

Un aumento medio mensile lordo di 179,32 euro e la rivalutazione di 26 euro mensili lordi dell'indennità dell'esclusività del rapporto con il servizio sanitario nazionale. Sono questi alcuni dei punti qualificati dell'accordo per il rinnovo del contratto dei 130 mila medici e veterinari del servizio sanitario nazionale per il biennio 2008-2009, scaduto il 31 dicembre scorso.

 In totale si tratta di 452 milioni di aumenti. L'accordo, siglato all’alba di mercoledì, non è stato firmato da Cgil e Uil a causa delle norme sull'indennità esclusiva di rapporto che viene inserita nel monte salariale, compromettendone, secondo i sindacati, il valore politico. Modificata anche la retribuzione per il lavoro straordinario dei dirigenti, maggiorata del 15% e fissata in 26,61 euro. In caso di lavoro notturno o festivo la tariffa aumenta del 30%, pari a 30,08 euro, e in caso di lavoro notturno festivo aumenta del 50%, pari a 34,70 euro. Ma la preintesa introduce anche sostanziali novità per quanto riguarda la parta normativa, dove spicca il capitolo sulle sanzioni disciplinari introdotte dalla legge Brunetta, seppure rimodulate, prevede il reintegro, fino ad oggi non previsto, in caso di licenziamento ingiustificato, e obbliga le aziende sanitarie a dotarsi di strumenti di prevenzione del rischio clinico, con una copertura assicurativa in tutte le asl. Riguardo alle procedure disciplinari, tra le novità del provvedimento, l'accordo introduce infatti una serie di sanzioni in base alla gravita dell'infrazione: si va dalla censura scritta alla sanzione pecuniaria (da 200 a 500 euro, fondi che saranno destinanti alle attività relative al rischio clinico), nei casi di violazione del segreto d'ufficio, alterchi negli ambienti di lavoro, accettazione di compensi nell'espletamento delle proprie funzioni e inosservanza della normativa contrattuale e della legislazione vigente, fino alla sospensione del servizio con privazione della retribuzione (da 3 giorni a 3 mesi), prevista in caso di minacce o calunnie nei confronti dell'azienda o vero il pubblico, occultamento da parte del dirigente di fatti o circostanze relativi ad illecito uso, comportamenti aggressivi, molestie di carattere sessuale, manomissione o sottrazione di somme o beni di pertinenza dell'amministrazione, comportamento omissivo nella compilazione di cartelle cliniche o referti da cui derivi un danno per l'azienda o per terzi, e inosservanza degli obblighi in merito alla certificati di malattia dei lavoratori. Inoltre la normativa prevede il licenziamento con preavviso, per recidiva plurima e per mancato rispetto delle norme di legge contrattuali e dei regolamenti aziendali in materia di espletamento di attività libero professionale, e senza preavviso, nei casi di gravi illeciti di rilevanza penale, per gravi delitti commessi in servizio e per recidiva plurima di comportamenti aggressivi o molestie sessuali. Infine l'azienda sanitaria, qualora ritenga necessario espletare ulteriori accertamenti sui fatti addebitati al dirigente, potrà disporre di una sospensione cautelare dello stesso dirigente per un periodo di 30 giorni, prorogabile a 60 per fatti di particolare gravita. Per Massimo Cozza, leader della Fp-Cgil, con questo accordo e stato compromesso il valore politico della indennità di esclusività del rapporto di lavoro con il servizio sanitario nazionale con il suo inserimento nel monte salari, determinando il suo annegamento nel mare contrattuale e senza alcun impegno per una sua autonoma rivalutazione economica. Positivo, invece, il giudizio dell'Anaao Assomed, che sottolinea la distanza che oramai separa le posizioni delle organizzazioni confederali dagli interessi dei medici ed evidenzia non solo come non sia passato il tentativo di peggiorare le condizioni di lavoro ed economiche della categoria, ma anche alcuni segnali positivi. Sulla stessa linea, il giudizio, della Cimo, che pero ora chiede di vigilare sulla nuova normativa, e di Gianfranco Rivellini, dello Smi: un buon accordo, che respinge la logica punitiva nei confronti dei medici su orario di lavoro e sanzioni disciplinari, e che trova un'intesa sull'indennità di esclusiva e sulla parte economica, con aumento medio di 179,32 euro lordi al mese. “L'ipotesi di accordo sulle code contrattuali e sul II biennio economico CCNL 2006-2009 siglata nella notte di martedì scorso dall'Anaao Assomed e da tutte le altre organizzazioni sindacali autonome – dicono all’Anaao -, evidenzia non solo come non sia passato il tentativo di peggiorare le condizioni di lavoro (orario) ed economiche (Retribuzione Individuale di Anzianità) della categoria, ma anche alcuni segnali positivi”. “Tali sono il diritto al reintegro nel posto e nell'incarico, in caso di licenziamento ingiustificato, la rivalutazione della indennità di esclusività per la prima volta dopo 10 anni con contestuale abolizione del divieto di inserimento nella massa salariale, l'attenuazione e modulazione delle sanzioni disciplinari previste dai decreti Brunetta per tutto il pubblico impiego, la possibilità di altri incrementi economici contrattati a livello regionale”, affermano all’Assomed
Per l’associazione il difficile contesto legislativo e socio-economico non ha consentito, tuttavia, l'inserimento di ulteriori elementi migliorativi. “La mancata firma di Cgil Medici, per la ennesima volta, e di Uil Medici evidenzia la distanza che separa le organizzazioni confederali, in preda a logiche pseudo egualitaristiche, dagli interessi dei medici – concludono all’Anaao -. Vigileremo affinchè l'iter certificativo non stravolga i risultati ottenuti e consenta in tempi certi l'adeguamento delle retribuzioni”.