A Forlì il tumore all’esofago si opera con il robot

| 10/02/2010 18:40

endoscopia

Come negli Usa, anche in Italia il tumore all'esofago verrà operato col robot chirurgico, garantendo al paziente un miglior decorso post-operatorio, senza alcuna riduzione della radicalità oncologica.

 A farlo sarà il reparto di chirurgia toracica dell'Ausl di Forlì, diretta dal dottor Davide Dell'Amore, pronta a praticare, grazie a una consolidata esperienza di chirurgia mini-invasiva toracica ed esofagea, l'esofagectomia robotica, recentissima evoluzione della tecnica toracoscopica e laparoscopica, ancor meno traumatica per il paziente. Per apprendere tale tecnica, nei giorni scorsi, il dottor Marco Taurchini è volato a Los Angeles (California), dove ha fatto uno stage di una settimana al City of Hope Hospital, nell'equipe del prof. Kemp Howard Kernstine, massima autorità nel settore. ''Il prof. Kernstine ha iniziato a operare il tumore all'esofago col robot chirurgico nel 2000 e, con una trentina di interventi all'attivo, è il chirurgo che ne vanta il maggior numero al mondo - spiega Taurchini - nel mio soggiorno, ho seguito di persona tali interventi, visto filmati, effettuato approfondimenti teorici. Ora, grazie alla disponibilità del robot chirurgico da Vinci nel nostro ospedale, siamo pronti a offrire anche ai nostri pazienti questa opportunità''. Per quanto non molto frequente, il tumore all'esofago richiede un trattamento chirurgico assai impattante. ''Con le metodiche tradizionali sono necessari più accessi e l'operazione implica diverse incisioni: al collo, all'addome, al torace - rivela Taurchini - ne consegue un decorso post-operatorio complesso e spesso doloroso. In questi anni, si sono quindi cercate strade alternative, così da migliorare la qualità di vita dei malati''. In questo senso, la chirurgia robotica ha aperto nuove frontiere. ''Col robot, non serve più incidere il paziente - conferma Taurchini - è sufficiente praticare i fori in cui inserire gli strumenti chirurgici collegati ai bracci meccanici, con grande beneficio di chi viene operato e senza sacrificare la radicalità chirurgica''.