Nuovi certificati: Brunetta frena e assicura l’emanazione di una circolare

Silvio Campione | 14/02/2010 12:22

E’ ancora polemica sui certificati medici on line. Non c’è chiarezza, dicono i medici. E soprattutto in alcune zone d’Italia manca anche la tecnologia per poter introdurre con successo le certificazione via web.

Che se per certi versi agevola il cittadino, per altri rende sicuramente la vita più difficile al professionista che deve rilasciare la certificazione. Il vicesegretario nazionale dello Snami, Domenico Salvago, ha avuto lo scorso 3 febbraio un incontro ufficiale alla direzione dell'Inps in riferimento alle problematiche dei certificati di invalidità on line, già in vigore, e per la prossima attuazione dell'invio on line dei certificati di malattia. "Ho lamentato le disfunzioni del sistema - sottolinea Salvago - le difficoltà e spesso l'impossibilità alla trasmissione, la scarsa informazione dell'Inps nei confronti dei Medici e l'anacronismo nel doversi recare personalmente a ritirare il pin”. Salvago ha anche posto l'attenzione come la nuova certificazione con le indicazioni dell'esame obiettivo e della codifica in ICd9 delle patologie, una sorta di cartella clinica, comporti un maggior impegno da parte del Medico. "Snami - continua Domenico Salvago - proporrà al prossimo Consiglio Nazionale di aumentare il costo dei certificati on line". Su invito dell'Inps il sindacato proporrà all'ente delle modifiche del certificato e delle indicazioni per snellire sia il processo di invio sia per l'acquisizione del pin "fermo restando la convinzione che ben prima doveva essere richiesta la collaborazione ai Medici", tiene a precisare l’esponente dello Snami. Per quanto riguarda i certificati di malattia on line, "Snami porterà ai tavoli della contrattazione anche periferica la volontà che non si debba partire con gli attuali sistemi poco affidabili, la criticità delle zone d'Italia non coperte dalla Adsl e perché questa nuova incombenza venga monetizzata". Massimo Cozza e Nicola Preiti, rispettivamente segretario nazionale della FPCGIL Medici e coordinatore nazionale Fp Cgil Medici-medicina generale attaccano il ministro Brunetta sui ritardi della sua iniziativa e sui rischi che corrono i medici che non si adeguano: “Siamo ormai a febbraio 2010 e i lavoratori pubblici e privati sono ancora costretti a far pervenire personalmente i certificati di malattia alle proprie amministrazioni o ad inviarli per posta all’Inps – affermano i due sindacalisti -. Eppure il ministro Brunetta li aveva annunciati da gennaio 2010 (la legge li prevedeva fin dal dicembre 2009 n.d.r.) ma era solo una delle sue solite promesse da marinaio, o meglio da gondoliere. Ai medici non sono state date le necessarie risorse per poter inviare direttamente on line i certificati all’Inps e nell’atto di indirizzo per il rinnovo della convenzione si vuole perfino scaricare sugli stessi medici l’onere di tutte le attività informatiche”. Su questo punto la Legge parla chiaro: i medici che in modo reiterato non ottemperano agli obblighi di trasmissione telematica sono licenziati. “E se non sono in grado per motivi che non dipendono da loro?”, si chiedono Cozza a Preiti: “Il buon senso, fino ad oggi, ha prevalso perché le sanzioni del Ministro non possono naturalmente trovare applicazione da parte di Regioni e Aziende Sanitarie – incalzano i due sindacalisti -. C’è però un altro gravissimo vulnus: anche per tutte le assenze brevi la legge impone la verifica di dati clinici direttamente riscontrati e oggettivamente documentati, pena per il medico licenziamento e carcere”. “E se, ad esempio, viene riferita una cefalea?”, si interrogano Cozza e Preiti: “Annunci e punizioni non funzionano, come già da noi inutilmente denunciato fin dalla uscita della legge. Il Ministro Brunetta cambi registro e adegui le norme per il condiviso obbiettivo di rendere più efficace ed efficiente l’amministrazione pubblica, ricostruendo un clima di fiducia tra medici, cittadini e istituzioni”, concludono i rappresentanti della Cgil. La replica da parte del ministro Brunetta non si è fatta attendere: “In risposta alle dichiarazioni rilasciate da alcuni sindacalisti di FPCgil Medici, si conferma l’esistenza delle risorse finanziarie per la trasmissione dei certificati medici online – affermano al ministero -. L’avvio della nuova procedura avverrà fin da subito tramite un sistema web centralizzato, senza alcun aggravio aggiuntivo nei confronti dei medici. Non appena completata dai Ministeri competenti (Salute, Economia, Lavoro n.d.r.) la messa a punto delle regole tecniche di comunicazione, inizierà pertanto una fase transitoria durante la quale il medico potrà optare per la procedura di trasmissione cartacea oppure per quella on line”. Brunetta risponde anche sulle sanzioni che potrebbero coinvolgere i medici inadempienti: “Non vi è alcun rischio che controlli e sanzioni nei confronti dei medici inadempienti partano prima del tempo. L’avvio del nuovo sistema sarà infatti preceduto dall’emanazione di una circolare che definirà il percorso di validazione del nuovo procedimento a cui parteciperanno tutte le parti interessate. Solamente dopo che il nuovo sistema sarà ritenuto idoneo, si potrà iniziare a parlare di sanzioni nei confronti dei medici inadempienti”. "Un risultato positivo e importante", commentano Cozza e Preiti l’affermazione di Brunetta che di fatto accoglie le richieste del sindacato sospendendo le sanzioni in attesa di una ulteriore circolare esplicativa. E per le assenza brevi? Risponde ancora Brunetta: “Non possiamo che confermare che la disciplina è già entrata in vigore e che il Dipartimento della Funzione pubblica ha già manifestato la sua disponibilità a verificare la sua concreta attuazione con le organizzazioni rappresentative dei medici di famiglia”. Anche in questo caso occorrerà comunque una circolare esplicativa che tuttavia sarà concordata con le associazioni di categoria, come assicurano al ministero. Intanto l’Ordine dei Medici di Udine, guidato da Luigi Conte, ha già affrontato il problema con una serie di incontri e seminari durante i quali sono state evidenziate alcune criticità. Infatti in relazione a questa nuova procedura digitale Conte ha affermato che “E’ un metodo che è stato calato dall’alto senza un preventivo coinvolgimento della professione medica. Ci sono molti problemi tecnici tra cui non ultimo quella della mancanza dell’Adsl su grossi ambiti del nostro territorio provinciale (e in diverse aree italiane n.d.r.) e l’obbligo del trasferimento in “sincrono” dei dati”. “Noi medici – precisa Conte - come al solito diamo prova di grande disponibilità e buona volontà e questo evento ne è una dimostrazione. Come sempre mettiamo al primo posto l’interesse dei nostri pazienti e cerchiamo di adeguarci a norme che con troppa disinvoltura e superficialità sono licenziate dagli organismi amministrativi e politici. Vorremo essere ripagati con un comportamento simile soprattutto da parte di chi ha scarsa dimestichezza con le specificità della sanità e dell’esercizio della professione medica”, conclude Conte.

I Correlati

I Correlati

Widget: 91798 (categoria) non supportato