Sindacati medici, la sanità sta morendo. In piazza il 9 marzo

Sindacato | Silvio Campione | 16/02/2010 16:46

Sottostima del finanziamento del Servizio sanitario nazionale (Ssn), necessità di mettere in sicurezza gli ospedali, invadenza della politica nella gestione della sanità, 'rottamazione' dei medici al raggiungimento dei 40 anni di contribuzione. Sono i problemi al centro di una iniziativa promossa a Milano dai sindacati medici, in vista della manifestazione nazionale indetta per il 9 marzo a Roma.

 Presenti tutte e 12 le sigle sindacali, da Fesmed a Cimo, da Fp-Cgil a Aaroi, è stato Carlo Lusenti, segretario nazionale Anaao Assomed, a trarre le conclusioni, puntando il dito sui principali mali della sanità, ''compromessa al sud dal rapporto 'scambio voti/clientele' e al nord dall'occupazione diretta, militare di enormi pezzi del Ssn''. In una situazione in cui, secondo Lusenti, ''i primari diventano portaborse della politica'', bisogna chiedere con forza ''una legge che delimiti gli spazi politici lasciando autonomo il governo della sanità''. I medici se la prendono anche con la legge che li pensiona con 40 anni di contributi e che porterà negli ospedali, secondo il sindacalista, ''meno professionalità, medici sempre più precari e sempre più ricattabili, così al sud come al nord''. E al ministro Brunetta che ha manifestato l'intenzione di introdurre le 'pagelline', Lusenti ha replicato sottolineando l'assurdità di criteri fatti a Roma ''per classifiche valevoli all'ospedale di Varese come a quello Cosenza; in una situazione - ha precisato - dove, l'85% degli eventi avversi (dati Fiaso) è da ricondurre a problemi di natura organizzativa e non all'imperizia dei medici''.

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