Sigma-Tau cresce negli Stati Uniti: investimenti nel settore delle malattie rare

Aziende | Silvio Campione | 18/02/2010 21:23

Sigma-tau ha deciso impegnativi investimenti nel settore delle malattie rare perche sono, globalmente prese, un grande mercato, ma ''anche perchè è l' unico modo per arrivare velocemente all'autorizzazione del prodotto. Negli altri settori farmaceutici non c'è più convenienza a investire in ricerca se restano queste regole''.

 Parola di Claudio Cavazza, presidente del Gruppo che ha reso noto a Milano di aver acquisito per 300 milioni il ramo della americana Enzon specializzato in malattie rare. Il settore delle grandi patologie, ''potrebbe tornare a essere remunerativo - per l'imprenditore romano - solo se la fase III della ricerca (cioè la sperimentazione clinica per valutare l'efficacia del farmaco - ndr) venisse condivisa con lo Stato''. Secondo Cavazza lo Stato, nella fase III ''deve diventare socio dell'azienda. Se no, non si fa più nulla, perchè il rischio diventa insopportabile. ''C'e' uno studio sullo scompenso cardiaco, che mi costa 50 milioni di dollari, come faccio - fa un'ipotesi il Presidente della Sigma-tau - ad affrontarlo da solo? Devo trovare un partner. Una volta lo trovavo fra le grandi imprese. Oggi queste non sono più disposte. Chi lo può fare? Per me, se lo Stato verifica che quello è un farmaco con potenzialità sociali, dovrebbe fare una specie di società con l'impresa e magari prendersi una royalty. E' nell' interesse dello Stato risolvere il problema dello scompenso cardiaco''. A sostegno del suo discorso, Cavazza fa notare che la Glaxo ''non ha abbandonato solo l'Italia, ma tutto il settore neurologico. E questo - secondo lui - si ripeterà. Per altre aziende. Però - aggiunge - devo dire che quello dell'Italia è il panorama meno attrattivo di tutta l'Europa. Da noi alla caduta dei brevetti (il 'generico' ha abbassato i prezzi in modo insostenibile) si aggiunge un ritardo nell'immissione di prodotti nuovi. Poi, ci vorrebbe una politica del credito d' imposta, che è l'unica efficiente sulla ricerca. Paesi vicini a noi come Spagna, Francia, Austria hanno una politica di incentivazione alla ricerca di gran lunga superiore''.
''Rafforzare la presenza della Sigma Tau sul mercato statunitense è un successo del made in Italy di cui sono molto orgoglioso'': è quanto afferma il presidente di Farmindustria, Sergio Dompè. L'accordo formalizzato con la Enzon viene giudicata, ''di grande valore strategico e industriale''. Ed ''è un'ulteriore conferma - ha concluso - delle capacità delle imprese italiane che pur in un contesto difficile, con prezzi e spesa farmaceutica ai minimi in Europa, competono a livello internazionale, con acquisizioni, esportazioni e nuovi investimenti''.
 

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