Chirurgia italiana: per lei lifting intimo contro prolasso utero-retto-vescica

| 19/02/2010 11:22

Un lifting intimo '3 in 1' per lei, che punta a risolvere, con una sola seduta in sala operatoria, il prolasso utero-vaginale e quello di retto e vescica. E' made in Italy la nuova tecnica che permette di curare con un unico colpo di bisturi i problemi femminili intestinali, urinari e ginecologici. L'intervento è stato presentato al 21esimo Congresso internazionale di colonproctologia della Cleveland Clinic, che si è tenuto in questi giorni a Fort Lauderdale (Usa).
Non sono poche le donne che devono fare i conti con il prolasso degli organi del bacino: 5 milioni, stima la Federazione italiana società urologiche (Fisu) che denuncia anche l'esistenza di un "sommerso". Le cause scatenanti sono diverse. In cima alla lista il parto, soprattutto se indotto, ma anche l'anoressia e la bulimia che rendono i legamenti più deboli e favoriscono la discesa degli organi del pavimento pelvico, e ancora la tosse cronica.
 

A queste donne è dedicato il nuovo intervento battezzato 'Pops' (Pelvic organ prolapse suspension) e firmato dal direttore del Centro del pavimento pelvico dell'ospedale St. Elizabeth di Vienna, Antonio Longo, il chirurgo italiano noto per aver ideato gli interventi mininvasivi per la cura delle emorroidi e delle gravi forme di stipsi.
La procedura viene eseguita in 5 centri: Monza, Pordenone, Montecchio Emilia, Roma e Palermo. E dal 2000 a oggi sono state operate 400 pazienti, dai 22 agli 85 anni. L'intervento è quasi indolore, dura 40-45 minuti e prevede una degenza di quasi 2-3 giorni. E se la paziente soffre anche di una condizione chiamata in gergo medico 'rettocele, la nuova tecnica può essere associata a quella già collaudata e nota come 'Star', in un nuovo intervento battezzato 'Pops Star'.
Le recidive del nuovo lifting intimo al femminile sono in media del 2%, mentre la percentuale di successo sfiora il 98% dei casi (contro il 66% delle tecniche tradizionali), con un guadagno anche in
termini psicologici. Spesso, infatti, questi disturbi 'in rosa' possono compromettere la vita sessuale e il benessere della coppia. L'operazione consiste nell'inserimento di una benda di sospensione a livello sottoperitoneale con un approccio laparoscopico (tre accessi di meno di un centimetro ciascuno), spiega Longo in una nota. "In pratica la benda viene ancorata alla vagina e fissata ai muscoli laterali dell'addome. In questo modo l'utero viene quasi sempre conservato e riposizionato in alto, nella sua sede anatomica". Un esame diagnostico, ad oggi poco utilizzato dai ginecologi, può contribuire a individuare il problema del prolasso: si chiama cinedefecografia e permette di verificare le eventuali cause anatomiche del disturbo.
 

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