Tumori al colon, nuove strategie di cura per evitare ricadute

| 19/02/2010 20:08

chemioterapia oncologia

Nuove strategie di cura a disposizione degli oncologi e un minor rischio di ricaduta per i pazienti affetti da tumore al colon; sono questi alcuni dati dello studio internazionale Xeloxa, presentato a Milano.

Il cancro del colon-retto è la seconda causa di morte da tumore in Europa e i dati più recenti stimano circa 40 mila nuovi casi ogni anno in Italia, con 15 mila decessi. Grazie a questo studio, i pazienti con cancro in fase iniziale che saranno trattati con la nuova associazione terapeutica subito dopo l'intervento chirurgico, potranno vivere liberi dalla malattia per più tempo rispetto ai pazienti trattati con uno dei regimi chemioterapici standard. ''Lo studio - spiega Hans-Joachim Schmoll, coordinatore della sperimentazione e direttore del dipartimento di Oncologia dell'università tedesca di Halle - ha dimostrato che la sopravvivenza libera da malattia a tre anni nei pazienti trattati con regime Xelox (capecitabina piu' oxalilplatino) è stata del 70,9%, superiore al braccio trattato con uno dei regimi chemioterapici standard (fluorouracile in bolo in associazione a leucovorin con il 66,5%)''. La nuova terapia, inoltre, non è soltanto infusiva ma '' comprende anche la somministrazione di una terapia orale che - come spiega Emilio Bajetta, dell'Istituto Tumori di Milano - consentirà un contenimento dei costi a fronte di un maggior gradimento e quindi una maggior compliance del paziente''.