L’Italia del ritocco è divisa: maschio 5% pazienti al sud e 20% al nord

| 22/02/2010 09:39

farmaci medicina-estetica

Italia divisa in due anche in fatto di bisturi anti-rughe, soprattutto se a ricorrervi è lui. Da Nord a Sud cambiano le richieste rivolte ai chirurghi estetici, e cambiano anche i numeri: nelle Regioni meridionali è maschio solo il 5% dei pazienti, in quelle settentrionali si supera il 20%. A fornire i dati, in base alla sua esperienza, è il chirurgo plastico bolognese Alessandro Gennai, socio dell'Eafps (European Academy of Facial Plastic Surgery).

Quando si parla di trattamenti estetici ho notato una netta differenza di mentalità tra il Nord e il Sud del Paese, soprattutto per quanto riguarda gli uomini", afferma Gennai, che non ne fa una questione di maggiore o minore vanità, quanto di diverso approccio. "Al Nord - spiega - la chirurgia plastica è più diffusa e accettata socialmente; al Sud sembrano permanere maggiori riserve. Questa differenza emerge anche guardando alle richieste di lifting: nel meridione, dove sono poco praticati, c'è un certo pudore nel far vedere che si è sottoposti a un ritocchino. Così anche una normale rinoplastica, intervento ormai sdoganato nel pensiero comune, viene fatta passare più come un'operazione di carattere funzionale piuttosto che estetico". "Al Nord è diverso - prosegue - Rivolgersi a un chirurgo plastico per cancellare qualche ruga o i segni del tempo viene considerato una possibilità reale, di cui non occorre 'rendere conto' a livello sociale". E questo nonostante in media i costi degli interventi siano più bassi man mano che si scende lungo la Penisola, con "una differenza che si aggira intorno al 30%". Al Nord si concentra più della metà (58%) dei trattamenti di medicina estetica, come filler, laser, rivitalizzanti, botulino. Le richieste che arrivano dal Sud e dalle isole si fermano invece al 16% circa del totale nazionale.

Fonte: AdnKronos