Tumori: l'endoscopio che evita interventi inutili ai polmoni, unico in Italia

Oncologia | Adelaide Terracciano | 23/02/2010 15:42

Un percorso a 360 gradi dalla diagnosi alla terapia, per affrontare in modo mininvasivo le malattie dell'apparato respiratorio (tumori compresi), evitando interventi chirurgici non necessari. E' la promessa dell'Unità operativa di Pneumologia interventistica dell'ospedale Morgagni-Pierantoni di Forlì: "La prima struttura pneumologica in Italia - Venerino Poletti, direttore dell'Unità operativa - che ha adottato l'ecoendoscopio per esplorare il mediastino: l'area localizzata tra i due polmoni, che contiene, oltre a cuore, grossi vasi, trachea ed esofago, anche i linfonodi. Strutture importanti per il controllo della diffusione delle malattie, in primis dei tumori polmonari", spiega l'esperto.

 

L'introduzione dell'apparecchiatura ha aperto nuove possibilità per gli pneumologi e per i pazienti con malattie mediastino-polmonari. "I vantaggi - afferma Poletti - sono importanti. Con questa tecnica si riesce a dare una definizione di estensione del tumore, polmonare in particolare, in modo mininvasivo. Quindi riducendo del 70-80% la necessità di interventi chirurgici che risulterebbero inutili. E permette una terapia più mirata. L'ecoendoscopio estende il raggio d'azione, permettendo di fare un'analisi più approfondita". Due gli strumenti che compongono l'apparecchio: "E' un gastroscopio con in punta un ecografo. Attraverso l'esofago viene portato fino allo stomaco e con l'ecografo è possibile esplorare quello che c'è attorno, in particolare le strutture che costituiscono il mediastino. Con questo strumento è possibile portare al livello delle strutture individuate dall'ecografo un ago e campionare sotto controllo ecografico le strutture che si vogliono esaminare. Quindi mette insieme l'ecografia ed esami bioptici in controllo diretto, evitando le strutture che non si vogliono esaminare. Per questo è una metodica mininvasiva. I nostri pazienti arrivano da varie parti d'Italia, anche se questa nostra eccellenza non è molto conosciuta dal grande pubblico", osserva lo specialista.
"Noi ci occupiamo anche di malattie polmonari rare - conclude Poletti - che sono un capitolo interessante della patologia polmonare in cui c'è ancora molto da studiare, sia per definirle che per curarle. In particolare siamo impegnati nello studio della fibrosi polmonare idiopatica, che è la più diffusa tra le malattie rare e anche la più grave. Facciamo ricerche sulla patogenesi, ovvero su come si forma la malattia, insieme ad altri centri di ricerca italiani. Poi abbiamo collaborazioni internazionali anche per la sperimentazione di farmaci non ancora entrati in commercio per la cura di questa malattia".

Fonte: AdnKronos
 

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