Biotestamento, cambia il Ddl. Stop alla nutrizione solo in alcuni casi

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 24/02/2010 09:40

L'alimentazione e l'idratazione artificiali non faranno parte delle dichiarazioni anticipate di trattamento, ovvero del biotestamento, ma potranno essere sospese in casi eccezionali: quando cioè il paziente non è più in grado di assimilarle e quando ''le medesime risultino non più efficaci nel fornire i fattori nutrizionali necessari alle funzioni fisiologiche essenziali del corpo''.

La commissione Affari sociali di Montecitorio ha infatti approvato, a maggioranza (23 a 13), con il voto contrario dell'opposizione, tranne l'eccezione di Paola Binetti, l'emendamento del relatore Domenico Di Virgilio, modificando così, dopo settimane di discussione, il cuore del provvedimento sul biotestamento. Una scelta, quella della maggioranza, che però va letta di concerto con un altro emendamento presentato da Di Virgilio, e non ancora approvato, che allargherà la platea di persone alle quali si applicherà la legge non solo ai pazienti in stato vegetativo (in Italia sono poco meno di 3 mila) ma anche ai malati terminali. Nel complesso, spiega Di Virgilio, ''la legge in questo modo riguarderà circa 250 mila persone. Per questo è stato importante modificare il ddl Calabro' con questo emendamento”. Esprime soddisfazione Mons. Rino Fisichella, presidente della Pontificia accademia per la vita, secondo il quale ''questo è un emendamento che va ancora una volta a favore della vita perché specifica quanto il rispetto per l'ammalato e la dignità dell'ammalato non debba mai arrivare a una forma di accanimento'', mentre il sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella parla di un ''testo coerente'', lasciando però aperta la strada a possibili ''modifiche condivise'' prima dell'arrivo del testo in Aula, che sicuramente non avverrà prima delle elezioni regionali. Ma le critiche alle modifiche apportate in commissione non mancano, sia da parte dell'opposizione che da una parte della maggioranza. E se due esponenti del Pdl presenti durante i lavori, Melania De Nichilo Rizzoli e Alessandra Mussolini, che ha definito l'emendamento approvato ''uno sbrago'' alla legge, sono uscite per protesta al momento del voto, giudizi duri ma per motivazioni opposte arrivano da un finiano doc come Benedetto della Vedova, che parla di emendamento che ''non cambia nulla'' e che lascerebbe la norma incostituzionale. Dure, invece, le reazioni dell'Idv, secondo il quale il testo ''rimane oscurantista'', e del partito Democratico, che aveva chiesto, con la capogruppo in commissione, Livia Turco, una riformulazione dell'emendamento comprensiva di altri 2 emendamenti, a firma Turco e Calgaro. ''Questa legge e' un pasticcio - ha spiegato Turco - perché non è chiaro in quali casi concreti sia possibile la sospensione e chi la decida. Ma credo che la partita non sia finita e noi ripresenteremo il nostro emendamento, bocciato la settimana scorsa e che prevede in quali casi sia possibile sospendere la nutrizione, in Aula''. A decidere la sospensione dell'alimentazione artificiale, chiarisce Di Virgilio (nell'emendamento non c'e' scritto, Ndr), ''sarà ovviamente il medico''. Positivo, invece, il giudizio delle categorie. Per Maurizio Muscaritoli, past president della Società italiana di nutrizione artificiale (Sinpe), ''è un passo avanti, ma certamente non basta'', mentre per Giacomo Milillo, presidente della Fimmg, è ''giusto che a decidere sullo stop ai trattamenti di alimentazione e nutrizione a decidere sia il medico''

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