Mucca pazza, pronto il piano d’azione 2010/2015

| 24/02/2010 09:46

medicina-generale sanità

L'Europa è uscita vincente dalla lotta senza quartiere - che porta avanti da 15 anni - contro il morbo della mucca pazza e ha messo in cantiere un nuovo piano d'azione che porterà ad un alleggerimento delle misure in vigore.

 Appaiono rassicuranti gli ultimissimi dati sui casi di encefalite spongiforme bovina (Bse) identificati nel 2009 nell'Ue: sono stati 59, rispetto ai 6,8 milioni di test anti-bse effettuati dagli stati membri lo scoro anno. L'Italia - ha indicato Frederic Vincent - portavoce del commissario europeo alla sanità John Dalli, ha registrato solo due casi rispetto agli oltre 450mila test effettuati. Forti di questi risultati, il ministro dell'agricoltura belga Sabine Laruelle, ha proposto di estendere dagli attuali 48 mesi a 60 mesi, l'obbligo di effettuare nei bovini test anti-Bse, al fine di tener conto dei costi elevati delle analisi rispetto al numero sempre più limitato di focolai. L'iniziativa è ora nelle mani della Commissione europea che sta preparando per approvarlo entro l'estate - forse già a maggio - un nuovo piano d'azione 2010-2015 - che porterà ad una alleggerimento delle misure in vigore. Per il commissario Dalli ''non sono tanto i test che proteggono i consumatori quanto il fatto che dai bovini vengono soppressi i tessuti molli a rischio'', oltre agli altri limiti previsti. Nell'Ue, nel 2009, solo il Regno Unito e la Spagna hanno registrato più di 10 casi di mucca pazza.