Ricerca italiana: il senso uditivo dei bebè per la musica, a 2 giorni riconoscono stonature

Redazione DottNet | 24/02/2010 11:50

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Nati con l'orecchio musicale. A soli due giorni di vita, i bebè sono in grado di riconoscere persino le note stonate. Una sorta di senso innato per la musica, del quale sono equipaggiati già alla nascita. A dimostrarlo è una ricerca tutta italiana, condotta da un'equipe di scienziati dell'università Vita-Salute San Raffaele di Milano e finanziata dalla Fondazione Pierfranco e Luisa Mariani.
 

Lo studio, pubblicato sulla rivista 'Pnas' (Proceedings of the National Academy of Sciences), evidenzia che il cervello dei neonati reagisce allo stimolo musicale come quello degli adulti. I ricercatori guidati da Daniela Perani hanno monitorato 18 bambini di due giorni di vita mentre ascoltavano diversi brani musicali, sottoponendoli a una risonanza magnetica funzionale (tecnica innocua, assicurano gli scienziati) per 'spiare' il loro cervello al lavoro. E hanno scoperto che, in risposta allo stimolo musicale, ad attivarsi sono delle aree ben precise dell'emisfero destro. Esattamente come succede anche agli adulti. Non solo: i neonati mostrano anche di avere buoni 'gusti' musicali e di saper riconoscere le stonature. La ricerca, infatti, ha mostrato una reazione cerebrale diversa quando i bebè ascoltano un brano in cui sono state introdotte dissonanze o passaggi continui tra tonalità diverse.
Questo, concludono gli autori in una nota, "dimostra che sin dai primi giorni di vita esiste nel nostro cervello una specializzazione musicale che rende i piccoli capaci di riconoscere la musica e le sue distorsioni". La ricerca aggiunge un ulteriore tassello agli studi precedenti che avevano già individuato l'orecchio musicale nel cervello degli adulti, anche non musicisti, e avevano anche dimostrato che, per i bimbi, l'apprendimento spontaneo del linguaggio è legato alla 'musicalità' (prosodia). Non era ancora chiaro, però, se questa specializzazione musicale derivasse dall'adattamento passivo del cervello a un ambiente esterno ricco di stimoli sonori, o se fosse presente fin dalla nascita (grazie a fattori di tipo genetico o neurobiologico). Oggi le neuroimmagini offrono una dimostrazione concreta di queste 'doti'.