Fofi incontra le parafarmacie: soluzione condivisa per la professione

Redazione DottNet | 24/02/2010 22:22

Elaborare un documento unitario delle Associazioni dei titolari di parafarmacia che permetta di proseguire il confronto avviato, allargandolo a tutte le componenti della professione interessate, per giungere a una soluzione condivisa.

 E' quanto concordato tra le associazioni dei titolari di parafarmacia e la Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani (Fofi), che ha ricevuto a Roma una delegazione dei farmacisti titolari di parafarmacia rappresentati da ANPI, AssoPaCal, Essere Farmacisti e dei titolari di parafarmacia del Triveneto, ad esclusione dei rappresentanti di Omniasalus che hanno fatto comunque pervenire un documento illustrativo della loro posizione. "La Federazione degli Ordini rappresenta tutti i colleghi, nessuno escluso - ha dichiarato Andrea Mandelli, presidente della Fofi al termine della riunione - il che significa valutare con attenzione la situazione delle parafarmacie, ma anche le legittime aspettative, per esempio, dei colleghi che operano come collaboratore o come farmacista rurale e che attendono da tempo di accedere alla titolarità di una farmacia". Resta ferma, dunque, la contrarietà della Federazione all'ipotesi di una sanatoria che trasformi le parafarmacie in farmacie o a quella dell'istituzione di farmacie non convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale, così come all'allargamento alle parafarmacie della dispensazione dei farmaci soggetti a prescrizione di Fascia C. "E' evidente che l'apertura delle parafarmacie è sembrata una via praticabile, in particolare nel Mezzogiorno, dove una situazione occupazionale critica si salda all'inadempienza pubblica in fatto di concorsi per le sedi farmaceutiche vacanti. Ma il punto è che siamo tutti laureati in farmacia, non in parafarmacia: la Federazione, dunque, intende seguire da vicino l'evolversi della situazione e continuare nella sua azione perché i concorsi si tengano rapidamente e con tempi certi" aggiunge il Segretario Maurizio Pace. "Il concorso resta la via maestra per l'accesso alla titolarità, conferma il Presidente della Federazione "e nostro compito è far sì che si possa intraprendere questa via rapidamente e con la massima efficienza".

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