L’Iss contro i farmaci naturali. Roberti (Css): è ridicolo

| 27/02/2010 15:22

Attenzione alle medicine cosiddette naturali o non convenzionali: dall'aprile 2002 sono oltre 400 le segnalazioni pervenute al sistema di sorveglianza dell'Istituto superiore di sanità (Iss), che raccoglie le segnalazioni spontanee associate all'uso dei prodotti della medicina naturale.

 Le segnalazioni pervenute hanno riguardato molti eventi gravi, tanto che nel 36% dei report è stata indicata una ospedalizzazione, nel 5% l'evento aveva messo in pericolo la vita del paziente e sono stati riportati 3 decessi. I dati sono disponibili sul sito dell'Iss e l'Istituto, proprio per informare i cittadini sui rischi delle medicine naturali, annuncia l'avvio di una campagna informativa ad ampio raggio: quattordicimila locandine saranno affisse negli ambulatori dei medici di famiglia, negli ospedali e nelle farmacie per sensibilizzare i cittadini e fornire informazioni. Titolo della campagna e' 'Informare per essere consapevoli' poiché prodotti come piante medicinali, integratori alimentari e preparati omeopatici, anche se si tratta di prodotti naturali, avverte l'Iss, possono invece rivelarsi dannosi per la salute se non usati in modo appropriato.
''E' semplicemente ridicolo definire 'molto pericolosi' i farmaci di origine naturale''. A dirlo è Paolo Roberti di Sarsina, membro del Research Council for Complementary Medicine di Londra ed esperto di medicine non convenzionali del Consiglio Superiore di Sanità italiano. Roberti di Sarsina aggiunge che, tra le tante campagne informative meritevoli promosse dall'Iss, il tono assunto rispetto ai farmaci non convenzionali è discutibile. ''Sono addolorato per quei pazienti che hanno utilizzato prodotti naturali e hanno accusato effetti avversi gravi, ma sono anche veramente stupito per questa campagna allarmista dell'ISS'', commenta il Prof. Leonello Milani, medico, Vice Presidente dell'Associazione Italiana di Omotossicologia (Aiot). Sono ben 11 milioni gli italiani che scelgono le medicine non convenzionali, optando per le cosiddette cure dolci. Secondo il Rapporto Italia 2010 diffuso il mese scorso dall'Istituto Eurispes, in appena 10 anni i sostenitori dei medicinali omeopatici hanno registrato un balzo di oltre 8 punti percentuali, passando dal 10,6% del 2000 al 18,5% del 2010.
 

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