Patologie dell’aorta, come ridurre i rischi post operatori

Redazione DottNet | 28/02/2010 10:53

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Chirurgia endovascolare, imaging e trattamento ibrido per la cura delle patologie dell'aorta toracica e addominale: tecniche all'avanguardia che riducono i rischi post operatori, la degenza in ospedale e che abbattono i costi di circa il 35%. Su questo si è discusso nel primo meeting nazionale ''Basic course on endovascular treatment of thoracic aortic diseases'' dalla Società italiana di chirurgia cardiaca all'hotel Royal Continental di Napoli.

 Un incontro dove 23 tra i massimi cardiochirurghi italiani ed esteri si sono confrontati innanzitutto sulla tecnica di riparazione endovascolare dell'aorta toracica. Secondi i dati più recenti infatti si calcola che in Italia l'aneurisma dell'aorta è la patologia cardiaca più diffusa e provoca circa 6.000 morti l'anno.
Per far fronte a questo problema, il centro di Cardiochirurgia dell'azienda ospedaliera Federico II ha a disposizione una equipe d'eccellenza, punto di riferimento di tutto il Mezzogiorno, che pratica dai 60 ai 70 interventi all'anno.
''La riparazione endovascolare dell'aorta toracica è in progressiva espansione - ha spiegato il docente di Cardiochirurgia della Federico II, Carlo Vosa - Permette di trattare pazienti anche in età avanzata, riducendo i tempi di ospedalizzazione e i rischi connessi a interventi fortemente invasivi''.
Secondo quanto ha spiegato Vosa, gli interventi all'aorta in passato richiedevano la sospensione della funzione cardio-respiratoria e della circolazione extracorporea mentre oggi, grazie allo sviluppo clinico, tecnologico e alle maggiori conoscenze in campo emodinamico, ci sono procedure di intervento minimamente invasive, a paziente sveglio, nella massima sicurezza e con tempi di ospedalizzazione ridotti a circa due giorni. ''Il risparmio per il sistema ospedaliero è di circa il 35% - ha spiegato Vosa - Alcune protesi costano poco e rientrano nei tariffari regionali e sono rimborsate. Altre sono più costose e la Regione dovrebbe pensare a un fondo a parte''. L'altro argomento trattato nel corso del meeting è stato l'aneurisma dell'aorta addominale che, secondo le stime più recenti, ogni anno in Italia ne vengano diagnosticate circa 230 mila.