Cozza, il Ddl porterà la deregulation nella professione medica

Silvio Campione | 01/03/2010 21:54

Il Ddl approvato giovedì scorso dalla Commissione Affari Sociali della Camera non piace. Per i sindacati dei medici “va cambiato perché presenta diverse ombre e colpisce i cittadini, i medici e tutti gli operatori sanitari, con una devastante deregulation della libera professione e la fine sostanziale della esclusività del rapporto di lavoro senza alcuna rivalutazione”.

Massimo Cozza, segretario nazionale Fp Cgil Medici, non ha dubbi in proposito: “La scelta dei direttori di struttura complessa - spiega Cozza - rimane nelle mani dei direttori generali nominati dalla politica, nell'ambito di una gattopardesca terna indicata dalla commissione esaminatrice. E', inoltre, evidente una mancanza di trasparenza e di obiettività nelle norme che prevedono le modalità di nomina degli altri incarichi sia di struttura che professionali. La facoltà per i dirigenti di rimanere in servizio fino a 70 anni rappresenta uno schiaffo per migliaia di precari e specializzandi e chiude ogni prospettiva di carriera per decine di migliaia di medici e veterinari con incarichi professionali”. “Le uniche note positive, più volte da noi richieste – aggiunge Cozza - sono rappresentate dal riconoscimento del Collegio di Direzione come organo aziendale e della centralità del Dipartimento, dai migliori criteri per la scelta dei direttori generali e dal divieto di utilizzare in modo improprio l'art. 15 per ricoprire gli incarichi dirigenziali senza concorso. Troppo poco”. Per questo La Fp Cgil Medici “continuerà a battersi per cambiare questo provvedimento”, conclude il leader della Cgil medici.

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