Ospedali, ancora troppi i ricoveri impropri

Redazione DottNet | 17/09/2008 09:01

day-hospital sanità

Sono ''ancora troppi'', secondo una valutazione dell'Agenzia Nazionale per i servizi regionali, i ricoveri a rischio di impropriatezza, anche se negli ultimi anni sta cambiando l'utilizzo che gli italiani fanno delle corsie degli ospedali. Si accorciano alcune degenze e i day hospital assieme agli ambulatori, sostituiscono le lunghe e spesso inutili e costose permanenze nei reparti.

Cresce, invece, di poco, la presenza dei malati immigrati. Pur essendo il 6% del totale della popolazione, vengono ricoverati con percentuali minori rispetto alla media nazionale. I primi risultati dello studio RE.MO.LE.T. (la Rete di Monitoraggio dei Lea Tempestiva attivata in via sperimentale dall'Agenzia) traccia un quadro, ancora non completo ma significativo, degli italiani negli ospedali. Un rapporto dove l'organizzazione regionale del servizio incide spesso tanto quanto le effettive condizioni di salute della popolazione e che gli amministratori locali, come il governo centrale, giudicano preziosi per la programmazione sanitaria. Dati preziosi anche alla luce anche della ristrutturazione della rete ospedaliera annunciata dal sottosegretario al Welfare con delega alla Salute, Ferruccio Fazio. Le Regioni che hanno trasmesso i dati sono il Piemonte, la Lombardia, l'Emilia Romagna, il Lazio e l'Umbria. Dopo alcuni anni in un cui si è visto crescere in modo costante il numero dei ricoveri in Day Hospital, fra il 2006 e il 2007 questa tendenza si è rallentata. I ricoveri in Day Hospital si sono invece drasticamente ridotti in due regioni: Lombardia e Lazio, dove gli interventi di Cataratta e tunnel carpale sono diventati ambulatoriali. La riduzione dei ricoveri nei sei regioni prese in considerazione sono quelli per le malattie e disturbi del sistema nervoso (-10%), per le malattie dell'occhio (-32%) e le malattie per i disturbi della pelle, del tessuto sotto-cutaneo e della mammella (-9%). Si viene ricoverati nel 40% dei casi in queste regioni per essere sottoposto ad un intervento chirurgico, tranne che in Sicilia dove la proporzione scende al 29%. E i casi chirurgici risolti con mini degenza da due giorni sembrano per ora essere una prerogativa degli ospedali del Nord: sono il 26% in Lombardia ed in Emilia e solo il 6-8% in Sicilia e Lazio. I dati sui ricoveri degli immigrati rappresentano solo parzialmente il loro stato di salute. Essendo giovani entrano meno degli italiani in corsia ma emergono problemi presenti nella popolazione italiana di età più avanzata, come le malattie cardiovascolari e i tumori, o malattie tipiche legate agli stili di vita e alimentazione non salubre. Il quadro epidemiologico è quindi destinato a cambiare. I ricoveri ordinari degli immigrati, secondo un'analisi condotta dal gruppo ''promozione della salute della popolazione immigrata in Italia'' dell'Agenzia Nazionale per i servizi sanitari regionali, pubblicata sul periodico della stessa Agenzia, sono stati nel 2006 pari al 3,9% nella regione Piemonte, del 6,4% nelle Asl di Reggio Emilia, del 3,5% nella regione Marche e del 4,7% in Emilia Romagna, solo dell'1,4 in Puglia. Bassa la quota dei ricoveri degli immigrati clandestini: non supera mai l'1% del totale dei ricoveri.