Anche in Italia il farmaco Ustekinumab contro la psoriasi

| 03/03/2010 09:19

E' disponibile anche in Italia il nuovo farmaco biologico ustekinumab che ha rivoluzionato il trattamento della psoriasi moderata/severa, facendo passare il paziente da una o due iniezioni la settimana col biologico precedente, a sole 4 punture sottopelle l'anno (una ogni 3 mesi).

''Una di quelle novità terapeutiche - come dice Mara Maccarone, presidente dell' Associazione per la difesa degli psorisiaci (Adipso) - che rende più sopportabile la vita''. La psoriasi infatti è una malattia difficile da sopportare per circa 3 milioni di italiani che, nei casi gravi hanno più del 10% del corpo invaso da placche squamose rosse che possono prudere e sanguinare. Caratteristiche che fanno di questa malattia un problema sociale, per cui il 76% dei pazienti ha una immagine negativa di sè, ha disagio a frequentare amici, mare, palestre e il 62% mostra sintomi depressivi che possono causare in oltre il 5% dei casi il pensiero del suicidio. E' una malattia autoimmune cronica - spiega Sergio Chimenti (Università di Roma Tor Vergata) - che provoca una produzione eccessiva di cellule della pelle, che si accumulano e formano placche squamose. A produrne gli effetti sono due citochine (cellule della risposta immunitaria): le Interleuchine 12 e 23. ''Proprio su di esse agisce ustekinumab - dice Giampiero Girolomoni (Universita' di Verona) - che ha mostrato di portare il 66% dei pazienti al 75% di guarigione, con una efficacia superiore al precedente biologico, etanercept, altra citochina coinvolta nell'infiammazione sistemica''. Il problema della psoriasi è che ''viene sottovalutata - affermano gli specialisti - da molti medici di base, tanto che solo il 10% dei pazienti e' invitato a curarsi nei 155 'Centri Psocare' distribuiti in tutta Italia, gli unici autorizzati ad erogare i nuovi farmaci''. Ustekinumab, come gli altri biologici per la psoriasi,(etanercept, infliximab, adalimumab) è molto caro: la terapia per un anno costa 12 mila euro. Per questo l'Aifa lo indica come farmaco di 2/a linea, per pazienti che non hanno risposto o per i quali esistono controindicazioni o intolleranze alle terapie tradizionali (ciclosporina, metotrexate e Puva).

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