Pediatri, raggiunto l’accordo sul contratto. Ancora attese e incognite per la medicina generale

Silvio Campione | 03/03/2010 19:45

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La Federazione italiana medici pediatri (Fimp) ha siglato, mercoledì 3 marzo alla Sisac, l'accordo per la convenzione nazionale di pediatria per il secondo biennio economico 2008-2009. Lo rende noto il presidente della Fimp Giuseppe Mele, spiegando che è stato "rigettato ogni tentativo di diluire i diritti acquisiti della categoria". "Possiamo dire – spiega - che l'intesa appena siglata garantisce la piena autonomia delle scelte professionali, secondo scienza e coscienza, ivi compresa la valutazione di effettuare o meno la visita domiciliare", spiega. "Abbiamo semplicemente inserito, rispetto alle patologie croniche gravi, indicazioni di massima che lasciano intatta, e in mano al pediatra, la possibilità di valutare e, conseguentemente, di effettuare le visite. E questo non certo per gentile concessione ma grazie al fatto che la pediatria di famiglia è formata da una categoria di professionisti responsabili, sono i dati a confermarlo". Mele si dice "soddisfatto soprattutto perché, senza che nessuno abdicasse al proprio ruolo, sindacato e parte pubblica hanno chiuso nel migliore dei modi possibile un confronto complesso sul fronte degli equilibri in campo".
 

Tra i tanti punti di novità dell'accordo appena siglato, l'incremento del 2% stabilito per il livello nazionale degli accordi sulla massa salariale 2007 sarà ripartito in cifra fissa pari a 4,40 euro per ogni assistito da 0-6 anni di età, a cui si aggiungono 0,25 euro per ogni assistito con patologia cronica. Gli arretrati, per ogni assistito in carico, sono pari a 0,51 euro per il 2008 e 4,12 euro per il 2009. Relativamente alle patologie croniche gravi, rimane intatta la possibilità per il medico di valutare se effettuare la visita domiciliare. "Sapevamo di non poter e voler contrattare sui principi fondanti la pediatria - commenta il presidente nazionale della federazione, Giuseppe Mele - e, infatti, non li abbiamo resi indisponibili alla trattativa. Oggi -continua Mele - possiamo dire che l'accordo appena siglato garantisce la piena autonomia delle scelte professionali, secondo scienza e coscienza, ivi compresa la valutazione di effettuare o meno la visita domiciliare".
Ma il difficile, ammette Mele, "inizia adesso, c'è da stare dietro agli accordi regionali, che entro 12 mesi dovranno essere perfezionati in ogni Regione", aggiunge il leader sindacale che spera, nelle prossime ore, "anche la medicina generale chiuda il suo accordo. La nostra non può considerarsi una tappa definitiva e positiva senza la sottoscrizione della convenzione di medicina generale". Su questo punto Nicola Preiti, coordinatore nazionale Fp Cgil Medici - Medicina convenzionata, però ammette: "non sappiamo quanto la Sisac voglia, e soprattutto possa, venire incontro alle richieste dei sindacati. E non sappiamo fino a che punto le associazioni di categoria possano accettare le imposizioni già confezionate pregiudizialmente con l'atto di indirizzo". Sono due, comunque, secondo il sindacalista, i 'paletti' che devono orientare i rappresentanti dei camici bianchi: "il riconoscimento economico non può essere inferiore a quello già ottenuto dalla dirigenza e dal comparto. E la parte normativa non può peggiorare le condizioni di lavoro dei medici". Questi paletti, continua, "non possono essere trascurati, in particolare dal sindacato maggiormente rappresentativo, su cui ricade anche la maggiore responsabilità della eventuale firma. E non servono (sempre alla categoria) sterili diatribe tra sindacati: non si può fare a gara a chi si agita prima e di più, per guadagnare una fugace e irrisoria visibilità. Le guerre preventive non portano bene". Secondo Preiti, "bisogna decidere guardando alle reali esigenze della categoria: se il rinnovo, con tutti i suoi limiti, porta benefici ed effettivo ristoro economico bisogna fare ogni sforzo per concludere positivamente e subito la trattativa. In caso contrario la firma dell'accordo sarebbe dannosa, incomprensibile". Se dunque le organizzazioni sindacali "non riusciranno a ottenere un dignitoso rinnovo sarà meglio denunciare tutti insieme il fallimento politico del Comitato di settore ed aspettare quello nuovo, dopo le elezioni", conclude. Comunque l’incontro del 3 marzo si è concluso con una fumata nera. Per Giacomo Milillo, segretario nazionale della Fimmg, la federazione dei medici di medicina generale, ci sono stati ''passi avanti ma non ancora le condizioni per firmare'' a conclusione della lunga riunione di trattativa per il rinnovo del biennio economico 2008-2009 tra Sisac e sindacati della medicina generale. ''Pur registrando importanti progressi nella formulazione dell'articolato, che ha tenuto conto delle proposte fatte dal nostro sindacato, non ci sono ancora le condizioni per arrivare alla firma'', sostiene Milillo in una nota. ''Rileviamo ancora alcune criticità sostanzialmente per quanto riguarda due punti - ha aggiunto - Si tratta degli aspetti relativi al 'patient summary' e della quantizzazione delle risorse da destinare agli accordi regionali. A fronte della ferma posizione assunta dalla Fimmg, la Sisac ha proposto alle parti una pausa di riflessione ed una convocazione a tempi strettissimi del tavolo di trattativa''. La Fimmg, conclude la nota, ''ha ritenuto doveroso, per l'impegno assunto con la categoria, esperire anche questa ultima possibilità''.