Trattative ad un punto fermo. Atto di indirizzo che inficia le trattative

Sindacato | | 04/03/2010 13:43

Nonostante l’attiva presenza dello SNAMI al tavolo delle trattative e la buona volontà dimostrata dalle parti, sono emerse, e sostanzialmente restate, alcune criticità importanti nel documento finale, tali da non poter permettere una sottoscrizione, senza una verifica interna, da parte della delegazione Snami. “Non si riescono ad intravedere i vantaggi di questo rinnovo per la categoria. Le modifiche che si sono apportate, appaiono ancora abbondantemente insufficienti”. Parole di Angelo Testa Presidente Nazionale SNAMI. Continua Testa “La decisione di soprassedere alla firma oltre ad evitare la rottura crea lo spazio, in una settimana, per rivedere un rinnovo che ci fa pensare ad una beffa per i circa sessantamila medici interessati.”
 

Impossibile accettare il persistere della suddivisione della quota economica del 3,2% riguardante il biennio 2008-2009 in due voci, una del 2% a valenza nazionale e l'altra del 1,2% a livello regionale e che la quota del 1,2% regionale possa essere destinata esclusivamente a finanziamenti rivolti ai referenti delle UCCP, quindi a pochi a discapito dei molti. Conclude Testa “La riserva di sottoscrivere il documento di preintesa e/o il documento finale di rinnovo dell’ACN, con gli strumenti previsti dal proprio Statuto deve coinvolgere tutto il sindacato dai vertici alla base. Resta inteso che, successivamente, lo SNAMI comunicherà alla SISAC la propria decisione”.

 

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