Lazio, farmaci in compartecipazione

Farmacia | Redazione DottNet | 17/09/2008 09:10

Entrano in vigore le misure di compartecipazione alla spesa sanitaria richieste dal Governo nel quadro del piano di rientro per la sanità del Lazio.

Il provvedimento già pubblicato sull'ultimo numero del Bollettino Ufficiale della Regione Lazio stabilisce la misura del contributo a carico dei cittadini relativamente ai soli farmaci ''branded'' cioè quelli ancora sottoposti a brevetto. Non è prevista alcuna partecipazione alla spesa nel caso che vengano prescritti farmaci di marca ma di cui è scaduto il brevetto oppure per gli equivalenti. In particolare, l'entità della partecipazione è fissata in 3 euro e cinquanta centesimi per ogni confezione dispensata agli assistiti che non abbiano diritto ad alcuna delle esenzioni previste mentre scende ad un euro, sempre a confezione, per tutti coloro che godono di una esenzione solo per patologia. Esclusi dalle misure di compartecipazione tutti i farmaci distribuiti dalle farmacie per nome e per conto della Regione. Si tratta di quelli più costosi che vengono acquistati direttamente dalla Regione e distribuiti soltanto attraverso la rete delle farmacie. Ai medici di medicina generale spetterà il compito di guidare questo processo volto a riposizionare il consumo dei farmaci verso gli equivalenti o senza brevetto con l'obiettivo di far rientrare nei limiti di legge la spesa farmaceutica laziale che solo nell'ultimo biennio ha dato segno di un rallentamento, consistente ma ancora insufficiente. Con queste misure che di fatto applicano una compartecipazione selettiva in quanto si applica solo su farmaci ''cosiddetti ''griffati'' il risparmio atteso, per i restanti mesi del 2008 è pari 38 milioni di euro. Nel 2009 il risparmio atteso è pari a 140 milioni. Il provvedimento impatta solo sul 50% della popolazione laziale poichè il restante gode delle esenzioni. Sono esentati dalle misure i titolari delle pensioni minime e sociali, i disoccupati e tutti i nuclei familiari con un reddito di 11.362 euro, incrementato di 516 euro per ogni figlio. Sono altresì esentati i portatori di patologie neoplastiche maligne, i pazienti in attesa di trapianti di organi e i titolari di pensioni sociali, gli invalidi civili, gli infortunati sul lavoro o affetti da malattie professionali, gli obiettori di coscienza in servizio civile, donatori di organo, le vittime del terrorismo e criminalità. Esclusi dal contributo medicazioni e presidi per i diabetici, gli alimenti per i celiaci. La misura di compartecipazione infine non sarà dovuta dagli anziani oltre i 65 anni e per i bambini fino a 6 anni il cui nucleo famigliare abbia un reddito inferiore a 36 mila euro. ''La misura - spiega il vice presidente della Giunta regionale Esterino Montino - applica in forma ridotta quanto richiesto espressamente dal Governo al punto 10 del decreto di commissariamento che prescriveva di adottare forme di compartecipazione per le prestazioni sanitarie. Noi abbiamo scelto una strada diversa riducendo l'impatto sui cittadini. La compartecipazione si applica infatti solo sui farmaci ancora sotto brevetto e l'esenzione riguarda il 50% della popolazione. Inoltre con questo provvedimento la Regione non limita la libertà prescrittiva dei medici ma anzi la valorizza''.

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