Fofi, non accettiamo sanatorie per evitare i concorsi

Redazione DottNet | 06/03/2010 17:00

“Prendiamo atto con stupore che si può tenere una riunione alla quale si giunge, in un clima di reciproco rispetto, a una primo passo chiarificatore e, a poche ore di distanza sconfessare quanto detto per passare ad accuse irricevibili nei confronti della Federazione”, questa la premessa di Andrea Mandelli in risposta al comunicato rilasciato da FEF, ANPI e MNLF dopo che, nella riunione del 24 febbraio tra la Federazione degli Ordini dei Farmacisti e le organizzazioni rappresentanti dei titolari di parafarmacia (oltre alle stesse FEF e ANPI, Essere Farmacisti, AssoPaCal e Parafarmacie del Triveneto), si era convenuto, senza alcuna obiezione, che i rappresentanti dei titolari di parafarmacia preparassero un documento unitario e condiviso.
 

Il Presidente della Federazione entra poi nel merito delle critiche: “Nella riunione non abbiamo mai parlato di un maxi-concorso da svolgersi con la normativa attuale. Come risulta anche dai nove punti approvati dal Consiglio Nazionale, la Federazione propone una revisione del quorum per l’apertura delle farmacie, l’istituzione di un fondo che sovvenzioni le sedi disagiate e la previsione di ulteriori sedi in deroga alla pianta organica per particolari situazioni. Quindi non si sta parlando delle sedi già previste e che sarebbero ‘riproposte da anni’ perché non sostenibili economicamente”. Quanto all’aspetto più “politico” delle critiche “vorrei tranquillizzare le tre organizzazioni: la Federazione non ha alcun bisogno che le si ricordi che rappresenta tutti i farmacisti; piuttosto deve essere chiaro che da questo principio discendono alcune conseguenze che si vogliono ignorare quando si propongono sanatorie indiscriminate o altre misure irrazionali come la creazione delle farmacie non convenzionate”.
Innanzitutto non si vede perché la Federazione dovrebbe tutelare gli interessi delle società di capitali che possiedono una quota non trascurabile delle parafarmacie attualmente attive, e chi si fanno rappresentare anche dagli estensori del comunicato. Inoltre, la Federazione ha il dovere di tutelare anche i diritti dei farmacisti che lavorano come collaboratori, in tutte le sedi, e dei titolari delle sedi rurali, che attendono da anni di poter concorrere regolarmente all’assegnazione di una farmacia; colleghi, per inciso, che hanno rappresentato la loro preoccupazione e manifestato l’approvazione per la linea tenuta dalla Federazione.
Proprio perché la Federazione rappresenta tutti i farmacisti, e non è il sindacato aggiunto dei titolari, non si vede perché dovrebbe accettare una sanatoria di cui beneficerebbero anche le moltissime parafarmacie di proprietà di chi è già titolare di farmacia. “Ci è dolorosamente chiaro che oggi chi ha aperto una parafarmacia si trova in difficoltà” conclude Mandelli. “E’ un problema grave per tutta la professione, ma è anche il frutto di una libera scelta imprenditoriale, di cui la Federazione, fin dall’esordio della Legge Bersani, aveva denunciato tutti i rischi. Siamo comunque impegnati, come abbiamo sempre detto, per arrivare a una soluzione ma, sia chiaro, a una soluzione che tenga presenti le legittime aspettative di tutti i colleghi. Questo è il compito della Federazione”.
 

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