Bambini "muti" fino ai tre anni L'allarme dalla Gran Bretagna

| 08/03/2010 17:17

A tre anni non sono in grado di pronunciare una parola. Questo è l'allarmante risultato di un'indagine commissionata dal governo britannico e pubblicata oggi sul Times. Una ricerca che ha anche evidenziato che i bimbi riscontrano il doppio della difficoltà rispetto alle bimbe nell'apprendimento del linguaggio.
In media i bambini pronunciano le prime parole tra i 10 e gli 11 mesi. Ma una significativa percenutale di genitori (4%) ha rilevato che i loro piccoli non hanno pronunciato una sola parola fino ai tre anni. Tra i due e i tre anni i piccoli dovrebbero essere in grado di utilizzare fino a 300 parole, compresi gli aggettivi, ed essere in grado di collegare i termini tra loro.
Secondo l'Ente britannico I CAN, che si occupa dell'analisi della comunicazione in età infantile, «lo sviluppo tardivo della parola può causare problemi di apprendimento a scuola e disturbi mentali».
 

Virginia Beardshaw, presidente di I CAN, ha dichiarato che imparare a parlare richiede aiuto e incoraggiamento. «Il "periodo d'oro" per lo sviluppo della comunicazione è tra 0 e 5 anni, e per chi ha difficoltà è fondamentale un intervento immediato». «Parlare con il tuo bambino, giocare con le parole, trascorrere del tempo insieme sono i giusti impulsi per uno sviluppo corretto del linguaggio». Anche i terapisti sottolineano che i genitori dovrebbero interagire il più possibile con i propri figli, leggendo fiabe e parlando con loro per stimolare l'uso della parola. Dicono anche che il ciuccio dovrebbe essere utilizzato il meno possibile, e solo di notte, in modo che i bimbi siano liberi di pronunciare i suoni e formare parole durante il giorno.
Sempre secondo quanto emerge dalla ricerca, le bimbe sono più precoci dei maschietti nello sviluppo del linguaggio: il 34% (contro il 27%) ha pronunciato la prima parola prima dei 9 mesi. Dall'indagine commissionata dal governo è emerso che circa 1 bambino su 6 ha avuto problemi nell'imparare a parlare. E se si guarda solo ai maschietti la percentuale sale a 1 su 4.
Il 95% dei genitori inglesi ricorda la prima parola pronunciata dai propri figli. La più comune è "Dadda" (associazione di sillabe senza alcun significato), mentre al secondo posto c'è "Mama" (mamma). Nella top ten compaiono anche "cat" (gatto), "car" (macchina) e "no". Ma non mancano termini più inusuali e curiosi, come "beer" (birra) e "hoover" (aspirapolvere).
Le femminucce sono più veloci nell'apprendere a legare tra loro le parole: oltre il 20% ha acquisito questa capacità entro il primo anno di vita, a fronte del 16% dei maschietti.
Per circa un quarto dei bimbi nei quali sono stati riscontrati problemi di linguaggio non è stato affrontato alcun tipo di intervento terapeutico.
Jean Gross, consulente governativo sullo sviluppo del linguaggio nell'infanzia ha dichiarato che l'Inghilterra si trova a dover fronteggiare un grosso problema: «Lo sviluppo tardivo della parola ha degli effetti che si ripercuotono sull'intera vita dei bambini e sulle loro capacità di apprendimento»

Fonte: AdnKronos

 

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