Enpam: gli importi 2010 delle principali prestazioni liquidate

Giovanni Vezza | 09/03/2010 14:57

contraccezione contraccezione-d'emergenza

Molte delle prestazioni previdenziali e assistenziali liquidate dall’Enpam sono soggette a rivalutazione annuale, sulla base della variazione dell’indice Istat fatta registrare nell’anno precedente. Può dunque essere utile riepilogare – alla luce dell’indicizzazione dello 0,75% annuo - i nuovi importi, previsti per l’anno 2010, dei principali trattamenti liquidati dalla Fondazione.
Per quanto riguarda il Fondo della libera professione, per quest’anno saranno esonerati dal versamento del contributo proporzionale (12,50%) gli iscritti di età inferiore a 40 anni che nel 2009 abbiano prodotto un reddito da lavoro autonomo non soggetto ad altra contribuzione obbligatoria inferiore ad € 5.410,24, e quelli da 40 a 65 anni con un reddito inferiore ad € 9.991,68. Vale la pena ricordare che da quest’anno, al fine di evitare le pretese della gestione separata dell’Inps, anche gli ultrasessantacinquenni titolari di reddito autonomo sono obbligati, senza alcun limite, al versamento del contributo proporzionale, nella misura del 2% o del 12,50% a loro scelta.

Il contributo proporzionale nella misura del 12,50% o del 2%, calcolato sui redditi 2009, sarà dovuto fino all’importo di € 52.637,39; sull’eccedenza sarà come sempre dovuta una contribuzione dell’1%, per metà destinata al miglioramento della pensione individuale, e per l’altra metà volta al finanziamento delle prestazioni assistenziali di “Quota B”.

Agli invalidi assoluti e permanenti all’esercizio della professione medica e odontoiatrica nel 2010 sarà riconosciuta, indipendentemente dagli effettivi versamenti previdenziali, una pensione mensile lorda minima di € 1.156,14. In presenza dei prescritti requisiti di reddito proprio e del coniuge, i restanti trattamenti pensionistici saranno integrati sino al minimo di € 499,37 mensili lorde per dodici mensilità.

Sale invece ad € 4.554,16 (€ 3.643,33 al netto della ritenuta d’acconto del 20%) l’importo del trattamento minimo erogabile per l’indennità di maternità delle libere professioniste. Com’è noto, l’indennità di maternità è oggi pari ai cinque dodicesimi dell’80% del solo reddito professionale percepito e denunciato ai fini fiscali come reddito da lavoro autonomo dalla professionista iscritta alla Fondazione nel secondo anno anteriore a quello dell’evento. In caso di assenza di reddito o di reddito poco elevato, si paga comunque il minimo sopra indicato, corrispondente a 5 mensilità di astensione obbligatoria; l’indennità non può comunque superare un tetto massimo, pari per il 2010 ad € 22.770,80 (€ 18.216,64 al netto del prelievo fiscale alla fonte).

Viene elevata ad € 42.404,60 la soglia di retribuzione oltre la quale i lavoratori dipendenti sono tenuti a pagare un contributo aggiuntivo pari ad un punto percentuale del loro compenso; per i medici e gli odontoiatri ci si riferisce generalmente agli ospedalieri ed ai dipendenti da case di cura. Ai fini Enpam, questa soglia rileva ai fini del calcolo delle prestazioni per gli iscritti transitati a rapporto di impiego (ex continuità assistenziale, emergenza territoriale, medicina dei servizi, specialistica ambulatoriale).

Hanno subìto la necessaria rivalutazione anche i limiti di reddito e gli importi delle prestazioni assistenziali liquidate dal Fondo di previdenza generale e dal Fondo della libera professione – “Quota B” del Fondo generale. Infatti, il Consiglio di Amministrazione dell’Enpam, nei nuovi Regolamenti di Assistenza in vigore dal 1° febbraio 2007, considerando congrui gli importi fissati in tale occasione, per evitare di dover periodicamente intervenire sulla loro entità per mantenerne intatta la valenza assistenziale, ha ritenuto di prevedere la loro indicizzazione annuale.

Al fine della concessione delle prestazioni assistenziali, il reddito complessivo di qualsiasi natura del nucleo familiare, riferito all’anno precedente, non deve essere superiore a sei volte l’importo del trattamento minimo INPS nel medesimo anno: per il 2010 questo limite è pari ad € 35.954,88. Tale limite è aumentato di un sesto per ogni componente il nucleo familiare, escluso il richiedente.

Per il 2010 il sussidio “una tantum” erogato dall’Ente (la forma di assistenza più diffusa) non potrà superare l’importo di € 7.405,52. La prestazione una tantum non può essere erogata per più di due volte in ciascun anno solare, e generalmente l’importo effettivamente liquidato è compreso fra i 1.500 e i 2.000 euro al lordo della tassazione.