Contro lo sfascio della sanità protestano i medici

Silvio Campione | 10/03/2010 09:43

Precari sempre più a lungo, turn over bloccato, strutture ospedaliere vecchie e con tecnologie poco all'avanguardia, contratti rinnovati in ritardo e senza finanziamento, ''meno posti letto al pubblico e più al privato''. Una via lungo la quale ''si arriverà non alla rottamazione dei medici ma dell'intero Sistema Sanitario nazionale''. Contro lo ''sfascio dell'Ssn'' i sindacati che rappresentano i 130mila medici dirigenti pubblici hanno protestato a Roma, davanti alla sede della Conferenza delle Regioni, dopo tre mesi di lavoro per la 'Vertenza Salute': ''La vertenza di noi medici continua - afferma Vincenzo Carpino, Presidente Nazionale dell'Aaroi-Emac - anche se il contratto è stato firmato''.

Sblocco delle assunzioni, al ddl sul Governo Clinico e sul Rischio Clinico continuano ad essere tra i tempi della battaglia che vuole difendere, sottolinea Carlo Lusenti, segretario nazionale dell'Anaao-Assomed, ''le condizioni civili di questo Paese e garantire in primis come vengono curati i cittadini''. Anche per questo le sigle sindacali hanno sottoposto a tutti i candidati governatori un documento con impegni ''concreti'' in sanità: ''In campagna elettorale assistiamo al solito balletto, tutti si sciacquano la bocca con la salute, ma poi nessuno si prende impegni concreti in modo da non essere giudicabile''. Ma i medici ce l'hanno anche con la 'pagella' introdotta dal ministro Brunetta: ''L'accordo - dice Riccardo Cassi, presidente della Cimo-Asmd - andava fatto semmai con le Regioni che sono il nostro datore di lavoro, non con la Fiaso. Noi, va chiarito, non rifiutiamo la valutazione, ma va fatta sulle nostre specifiche qualità professionali, non applicando un modello preso da altri uffici pubblici''.

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