IL DOLORE AL PIEDE NON FA CAMMINARE!

Ortopedia | Giuseppe Internullo | 10/03/2010 15:01

Il neuroma di Morton.

a cura del Dottor Giuseppe Internullo
specialista in Ortopedia e in Chirurgia della Mano
Ospedale Gravina, Caltagirone.
Telefono: 3334150816 

internullo.g@virgilio.it

 

Compare all’improvviso, mentre si cammina, con un forte dolore sotto il piede che costringe a fermarsi a togliere la scarpa e a massaggiare per far in modo che si attenui la sofferenza. Può trattarsi del neuroma di Morton (dal nome del medico che ha scoperto la malattia) un disturbo raro e poco conosciuto, che colpisce in particolare le donne. Il neuroma di Morton non è una malattia seria, ma è abbastanza fastidiosa; si tratta infatti di una infiammazione di un piccolo nervo che passa sotto il piede vicino alla base del terzo e del quarto dito.
In genere è colpito il nervo di un solo piede ma, anche se di rado, possono essere interessati sia il destro siail sinistro. In molti casi il problema si risolve con le cure mediche, ma nei casi più seri è necessario l’intervento chirurgico.
CHE COS’È IL NEUROMA DI MORTON.
Il neuroma di Morton è una malattia infiammatoria di un piccolo nervo (il nervo digitale comune) della pianta del piede, che fornisce la sensibilità al terzo e al quarto dito. Questo nervo è situato nel terzo spazio interdigitale: tra il terzo e il quarto dito, si divide poi in due diversi nervi, i nervi digitali propri del terzo e quarto dito, ossia quelli che portano gran parte della sensibilità a queste dita. In alcuni casi, il neuroma di Morton può interessare anche altri spazi intermetatarsali, inoltre, può essere bilaterale, cioè può colpire entrambi i piedi.
ANATOMIA DEL PIEDE.
Il calcagno,insieme a diverse altre ossa poste su due file, costituisce il tarso, la regione posteriore del piede. Le ossa del tarso sono collegate con cinque ossa lunghe ( i metatarsi), il cui complesso costituisce appunto il metatarso, situato nella parte centrale del piede. Gli spazi tra un osso e l’altro sono detti intermetatrsali. Anatomia ossea del piede.
Il tarso e il metatarso insieme formano la volta plantare che, sostenuta dai legamenti e dai muscoli, dà alla superficie inferiore del piede la forma di un arco naturale. Infine ci sono le falangi, cioè le ossa delle dita dei piedi: il primo dito (alluce) ne ha due, mentre il secondo, terzo, quarto e quinto dito, ne hanno tre. Nella pianta, sotto il piede, ci sono alcuni nervi tramite cui sono inviate al cervello numerose informazioni di tipo tattile, termico e spaziale, indispensabili per la sensibilità del piede.
QUALI DISTURBI.
Il neuroma di Morton è un disturbo piuttosto raro che colpisce le persone di tutte le età, anche se interessa maggiormente le donne che, rispetto agli uomini, indossano calzature strette in punta o con tacchi alti. Le scarpe alla moda, con tacchi a spillo e con punte strette, possono essere indossate per poche ore senza che creino alcun problema, ma vanno alternate a calzature con tacco basso e a pianta larga, che non sovraccaricano o stringono l’avampiede. In ogni caso, non si tratta di una malattia seria. Se trascurata, tuttavia, può portare con il passare del tempo a conseguenze serie per la locomozione, che impediscono le normali attività. Il disturbo è causato da leggeri ma ripetuti traumi al piede (microtraumi), che producono un’infiammazione del piccolo nervo. Questi microtraumi possono derivare dall’abitudine di indossare per molto tempo calzature inadeguate,come le scarpe con iltacco a spillo o con punte troppo strette. Ma esistono fattori che possono portare alla comparsa del neuroma di Morton, come l’alluce valgo o il piede cavo.
I tacchi a spillo (oltre i centimetri) fanno gravare il peso del corpo sull’avampiede (la parte anteriore del piede), determinando una forte pressione sul metatarso e in modo particolare sul nervo digitale, che alla lunga può provocare il disturbo. Tuttavia, anche le calzature con tacchi medi (tra i 4 e 6 centimetri),se vengono indossate per tutto il giorno da persone che sono costrette a rimanere in piedi per molte ore, possono provocare il neuroma.
Le scarpe strette (in particolare in punta) costringono le dita del piede a rimanere in una posizione innaturale, provocando la compressione dell’avampiede, di conseguenza, possono scatenare il disturbo per la mancanza all’altezza della punta. Se il problema non viene curato e diventa cronico (cioè si innesca un meccanismo dovuto a microtraumi che mantiene in vita il processo infiammatorio continuamente), può comparire un nodulo (il neuroma appunto), cioè un rigonfiamento del nervo duro e grande come il nocciolo di una ciliegia.
L’alluce valgo, cioè una deformazione del piede caratterizzata dalla deviazione verso l’esterno dell’alluce, la deviazione avviene a livello dell’articolazione metarso-falangea che, colpita da artrosi, va a formare la caratteristica “cipolla”. Questa deviazione comporta dolore dolore al dito, alla pianta del piede e problemi di appoggio plantare. Nel caso di alluce valgo la deviazione laterale del primo dito porta a un sovraccarico dei metatarsi centrali (in particolare sul secondo, sul terzo, e sul quarto metatarso) che può portare a microtraumi continui perché sorregge un peso eccessivo, del tutto innaturale. I microtraumi possono causare la comparsa del neuroma di Morton.
Il piede cavo, una deformità caratterizzata dall’eccessiva altezza dell’arcata plantare, a causa di cui il piede appoggia per lo più sull’avampiede. Di conseguenza,per le continue sollecitazioni e il sovraccarico di peso sull’avampiede si può scatenare il neuroma.
Quando compare il disturbo, è bene rivolgersi in breve tempo a un ortopedico. Un errore abbastanza diffuso è quello di non riconoscere il fastidio, specie nella fase iniziale. Infatti, può essere scambiato per altre malattie che colpiscono l’avampiedee curato in modo non adeguato. E’ necessario quindi rivolgersi a uno specialista che individui tempestivamente il disturbo. Il neuroma di Morton, infatti è abbastanza raro e se non adeguatamente trattato è destinato a peggiorare. Riconoscerlo appena compare compare è importante perché quando la malattiaè in fase inizialeèpossibile arrestarne l’evoluzione. In questi casi, infatti, i trattamenti non chirurgici sono risolutivi nella maggior parte dei casi.
La diagnosi del neuroma di Morton può essere effettuata attraverso l’anamnesi, cioè il racconto della storia medica della persona e dei suoi sintomi. Lo specialista di norma ispeziona il piede e verificala presenza o meno del neuroma, palpando in maniera mirata con una modesta pressione nel terzo spazio intermetarsale, manovra che può provocare dolore se la persona soffre del disturbo. Fatta la diagnosi, il medico può richiedere una radiografia del piede, un’ecografia o una risonanza magnetica.
LE CURE MEDICHE.
I trattamenti con i farmaci servono solo ad alleviare il dolore ma non il problema.
Le infiltrazioni locali di cortisone permettono di ridurre il dolore. La cura si effettua iniettando il cortisone, alle dosi stabilite dal medico, sotto il piede, cioè a livello del neuroma di Morton e nelle zone vicine. Il cortisone è un farmaco molto efficace, che agisce sull’infiammazione e permette di ridurre il dolore. L’iniezione è eseguita in ambulatorio, dura pochi minuti e si può avvertire un lieve dolore soprattutto quando viene iniettato il farmaco. Il medico può consigliare,in base alla serietà del problema, per quante volte al giorno e per quanto tempo continuare la cura, che può variare da persona a persona. I cortisonici sono efficaci, ma non vanno usati per molto tempo, perché alla lunga possono causare danni. Questa cura ha dei limiti, poiché determina un miglioramento temporaneo, ma non definitivo del disturbo, infatti può recidivare,cioè può ripresentarsi, in genere ricompare dopo 3-3settimane.
Gli antinfiammatori, farmaci da prendere in compresse per bocca, sia in pomate o gel da applicare due o tre volte al giorno, sono utili se il dolore non è forte. Va, però ricordato che l’elevato spessore della pelle del piede può ostacolare l’assorbimento delle pomate: meglio, quindi, abbinarle ai farmaci da prendere per bocca.
I plantari servono per ridurre l’infiammazione, lo specialista può consigliare di usare scarpe comode a pianta larga, che non comprimano il nervo. In particolare può suggerire l’uso di plantari specifici. Il plantare agisce impedendo di far gravare il peso del corpo solo sull’avampiede, ma distribuendolo in modo uniforme su tutto il piede.
LA CHIRURGIA.
Per risolvere in modo definitivo il problema è necessario l’intervento. L’operazione prevede una piccola incisione di 3 centimetri sotto il piede alla base del terzo e quarto dito, attraverso cui il chirurgo raggiunge e asporta il neuroma, recidendo, cioè tagliando, il nervo.
L’incisone della pelle viene suturata con alcuni punti, che vengono rimossi dopo 12-14giorni. L’operazione, che si effettuata in anestesia locale, dura mezz’ora circa e di solito si svolge in day Hospital oppure può richiede una breve degenza ospedaliera (due giorni). Il costo dell’intervento è a carico del Servizio Sanitario Nazionale e non comporta alcuna spesa per il malato e presso l’ospedale Gravina di Caltagirone il paziente può accedere a visita specialista ortopedica con richiesta del medico di famiglia con tempi di attesa brevissimi, i tempi di attesa per una visita specialista ambulatoriale sono solo di 2 giorni oppure è sufficiente contattare il sito dell’ospedale o contattare l'ambulatorio di Chirurgia del Piede (0933-26027)
L’operazione, però, non garantisce sempre buoni risultati. Può comparire,infatti una perdita definitiva di gran parte della sensibilità delle due dita interessate. Inoltre, in alcuni casi, il neuroma di Morton può recidivare, cioè ripresentarsi nel medesimo punto, dove il nervo era stato tagliato per asportare il neuroma. In queste situazioni, è spesso necessario un secondo intervento chirurgico.

SUGGERIMENTI.
Ecco alcuni consigli da dare ai nostri pazienti per evitare la comparsa di questo fastidioso disturbo al piede:
• calzare scarpe comode, a pianta larga,e morbide che si adattino rapidamente alla forma naturale dei piedi;
• acquistare le scarpe nel tardo pomeriggio quando il piede è più gonfio, in questo modo saranno più comode;
• non indossare per più di due ore scarpe con il tacco troppo alto, né con la pianta troppo stretta o con la punta sottile, poiché sovraccaricano troppo l’avampiede. Inoltre, è preferibile che i tacchi abbiano una base d’appoggio larga per scaricare meglio il peso;
• utilizzare suole di cuoi o di altro materiale elastico per attutire la pressione esercitata sui piedi.
 

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