Ecodermatologi, allarme allergie e infezioni per lattice e metalli: 'veleni' sulla pelle

| 12/03/2010 15:47

Guaine di lattice e abiti strizzati in pelle anche per l'ufficio, indumenti modello armatura intessuti nel metallo, scarpe-scultura tutte lacci e fibbie, stivali cuissard super stretch, tacchi sempre più vertiginosi. Milano Moda donna chiude i battenti, sdogana lo stile fetish e lancia i suoi diktat per l'aspirante icona sexy dell'inverno 2010-2011. Ma le ultime creazioni delle grandi griffe allarmano gli esperti di Skineco, l'associazione internazionale di ecodermatologia presieduta dall'esperta milanese Riccarda Serri. "Quante malattie della pelle vedremo", si chiede la specialista, tra le fashion victim disposte a tutto pur di seguire le proposte ammirate in passerella?
A preoccupare gli ecodermatologi sono innanzitutto le fibre di metallo che ormai "vengono usate anche per la biancheria intima", spiega Serri. "I metalli possono penetrare attraverso la pelle - avverte - soprattutto se il contatto con l'indumento è prolungato, se la pelle è sudata o se presenta piccole ferite o escoriazioni". Senza contare l'insidia nichel: anche in tracce, "questo metallo è presente un po' ovunque. Gli allergici sono numerosissimi", e comunque l'esposizione prolungata "può 'risvegliare' anche delle allergie rimaste fino a quel momento latenti".

Secondo materiale 'nel mirino' di Skineco è il lattice. A parte il fatto che ultimamente "si osservano moltissimi nuovi casi di allergie a questo materiale", evidenzia l'esperta, il lattice si indossa 'a pelle', e il contatto diretto con leggings o tubini effetto-guanto crea umidità e altera il microambiente cutaneo. Risultato: "Possibile crescita di lieviti o di funghi, primo fra tutti la candida, e pericolo di follicoliti". Costretti per ore in calzature dalle fogge monumentali, poi, rischiano di soffrire anche i piedi: "In particolare le unghie", praticamente 'uccise' da "posture innaturali" per cui "è impossibile piegare la pianta, ma si riesce soltanto ad appoggiarla", nota la specialista. Ma qual è l'identikit della scarpa 'killer'? I modelli più dannosi sono "quelli che obbligano il piede a restare in posizione verticale", quelli "molto rigidi e stretti in punta", con "tacco altissimo e poco solido sul terreno". Chiusi in queste 'prigioni', pur bellissime da guardare, i piedi non rischiano solo deformazioni tipo alluce valgo, ammonisce Serri. "Sono sempre più frequenti i problemi alle unghie", in gergo tecnico "onicodistrofie", precisa la numero uno di Skineco. Secondo l'ecodermatologa, i pericoli per la salute non riguardano tanto gli articoli firmati che sfilano sulle passerelle delle capitali della moda, quanto piuttosto le imitazioni 'low cost' che una volta spenti i riflettori invadono bancarelle, catene franchising e centri commerciali: riproduzioni dell'originale extra-lusso in versioni più accessibili, a prezzi 'popolari', ma a volte confezionati in materiali di scarsa qualità. In alcuni mercati cittadini, ad esempio, "sono in vendita coulotte che promettono effetti anticellulite - testimonia l'esperta - Sono fabbricate con fibre d'argento e olio di Neem, una sostanza orientale, ma l'argento può causare veri e propri avvelenamenti". Occhio dunque ai cosiddetti 'indumenti curativi': "O sono davvero certificati, con test scientifici che ne garantiscano la sicurezza, oppure è meglio diffidare", consiglia Serri. "In Skineco siamo tutt'altro che 'talebani'", tiene a puntualizzare la specialista. "Se lanciamo questo allarme è perché siamo convinti che la moda dovrebbe promuovere non solo un concetto di sostenibilità ambientale, ma anche la filosofia del 'belli e sani'. Ci piacerebbe - conclude - che in ogni campo il made in Italy si facesse portatore di un messaggio positivo. Così come il nostro modello di dieta mediterranea è considerato in tutto il mondo un emblema di salute, anche la nostra moda dovrebbe proporsi come emblema di benessere".

Fonte: Adnkronos
 

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