Per chirurghi e consorti febbre da ritocco, occhi sbarrati e labbra XXL

| 12/03/2010 16:01

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La febbre del ritocco 'contagia' anche i chirurghi plastici - di entrambi i sessi - e i rispettivi consorti. "Ormai è un'epidemia di occhi perennemente sbarrati, labbra a canotto e volti piatti e traslucidi per i troppi lifting, e questo fra gli stessi specialisti del settore e le loro mogli. Un po' perché quando hai lo strumento a disposizione la tentazione di ricorrervi è notevole, e c'è il rischio di non sapersi moderare. Un po' perché dire di no alla propria moglie è sempre molto difficile". A fotografare l'ultimo trend tra i chirurghi plastici e le loro partner è Giulio Basoccu, chirurgo estetico e docente all'Università Sapienza di Roma. Il problema non è la chirurgia plastica, dice lo specialista, "ma l'eccesso, il ricorso senza moderazione che ha già portato a un dilagare di volti plastificati sul piccolo e sul grande schermo. Nel caso delle mogli, l'attenuante per il chirurgo è che in genere le consorti non seguono i consigli dei mariti, anche se sono medici. Così arrivano a chiedere, e a volte imporre, ritocchi eccessivi o disarmonici, con risultati controproducenti". Anziché freschezza, aria riposata e magari qualche anno in meno, "vediamo sempre più spesso visi tirati, labbra esplosive, occhi sbarrati e dall'aria perennemente stupita, ma anche facce lucide per i troppi lifting".

Una febbre per il ritocco dannosa per gli stessi specialisti, uomini e donne, dice Basoccu. "Alcuni colleghi sono infatti convinti di doversi presentare al meglio, sempre giovani e freschi, perché è come se dovessero fare da vetrina al proprio lavoro. Una sorta di ansia da prestazione che può portare qualcuno a rincorrere un po' troppo la promessa dell'eterna giovinezza", spiega lo specialista. "Un discorso che vale ancora di più per le colleghe, specie quelle alla soglia dei 50 anni", prosegue l'esperto, con un sorriso. C'è poi il fatto di avere a disposizione uno strumento importante ed efficace, 24 ore su 24. "La tentazione di ricorrervi è forte - ammette Basoccu - ma anche in questi casi l'importante è mantenere un occhio critico, sapersi limitare ed evitare interventi troppo pesanti, che rischiano di avere un effetto opposto rispetto a quello cercato. Insomma, quelli che non faremmo a un altro".
Il momento critico arriva, per questi particolari 'pazienti', tra i 45 e i 50 anni, quando le rughette, la pelle un po' morbida o il viso segnato si fanno vedere nonostante le cure, la vita sana e le attenzioni. Così, chi ha in mano lo strumento "spesso ha la tentazione fortissima di usarlo su di sè", dice lo specialista romano. "Il problema è mantenere il discernimento e non cedere al richiamo di interventi risolutivi, ma troppo 'pesanti': si rischia l'effetto stereotipato. E alla fine - conclude - il nostro viso diventa una pessima pubblicità".

Fonte: AdnKronos