Procreazione, la Consulta conferma la sentenza del 2009 che elimina i limiti sul numero di embrioni da impiantare

| 13/03/2010 18:54

La Corte costituzionale conferma la sentenza del 2009 con la quale aveva di fatto corretto la legge 40 sulla procreazione assistita eliminando il limite massimo dei tre embrioni da impiantare. Così come conferma la deroga del divieto della crioconservazione degli ovuli fecondati, proprio come si era espressa la Consulta con la sentenza n.151 alla quale i giudici costituzionali rimandano per le altre eccezioni di costituzionalità che, sollevate dal Tribunale di Milano, sono state dichiarate inammissibili. Al tribunale aveva presentato ricorso una coppia di portatori di talassemia chiedendo con urgenza un pronunciamento sulla diagnosi pre-impianto e sul diritto alla crioconservazione degli embrioni risultati sani e che non fosse stato possibile trasferire immediatamente.

Con una articolata motivazione i giudici della Consulta hanno dichiarato manifestamente inammissibili le questioni di legittimità costituzionale sollevate sugli articoli 6 (relativo al consenso informato) e 14 (sui limiti di applicazione delle tecniche sugli embrioni) richiamando in ogni punto proprio la sentenza n.151 dello scorso anno e ricordando che essa ha ''affermato la deroga al principio generale di divieto della crioconservazione''. Così come la stessa sentenza aveva confermato che non è consentita dopo la fecondazione dell' ovulo, ''la revoca della volontà dell'accesso alle tecniche di procreazione assistita''. Una conferma, dunque, di quanto i giudici costituzionali avevano già deciso, senza alcun nuovo rilievo di incostituzionalità. ''La Corte - spiega Filomena Gallo, avvocato e docente di Etica e legislazione nelle biotecnologie nel campo umano - non ha ritenuto di fare ulteriori passi avanti, rispetto a quelli, importantissimi, compiuti con la 151 del 2009. E' bene precisare però - aggiunge - che la Corte non è mai stata chiamata a pronunciarsi sull'ammissibilità dell' indagine clinica diagnostica sull'embrione. Indagine espressamente prevista all'articolo 13 comma 2, su richiesta della coppia art.14 comma 5'', come confermato dalle sentenze di alcuni tribunali civili che hanno disapplicato le linee guida del 2004 che introducevano un divieto non contenuto nella legge 40. ''Le successive Linee Guida del 2009 - che, spiega la studiosa, hanno recepito la sentenza Tar del Lazio del gennaio 2009 - vietano la diagnosi preimpianto con finalità eugenetica, come da norma''. ''Occorre attenersi alla lettura delle norme e delle decisioni - ripete - in nessuna parte delle Ordinanze di rimessione alla Corte e delle decisioni della Corte Costituzionale troviamo la richiesta di pronuncia sulla diagnosi genetica preimpianto''.

I Correlati

I Correlati

Widget: 91798 (categoria) non supportato