Infarto allo stadio, in Europa troppi impianti impreparati: sotto il microscopio 187 arene in 10 paesi fra cui l'Italia

Medicina dello sport | | 15/03/2010 11:59

Nel Vecchio Continente molti stadi si contendono il titolo di tempio del calcio, ma sembra che troppi impianti siano impreparati ad assistere gli spettatori colpiti da attacchi cardiaci mentre seguono con trepidazione la propria squadra del cuore. Secondo un studio che ha 'passato al setaccio' 187 impianti al top in 10 Paesi, fra cui l'Italia, troppe strutture non sono dotate di equipaggiamento e procedure ad hoc per salvare la vita dei tifosi, in caso di problemi cardiaci improvvisi.
Lo studio, che ha esaminato le arene usate da 190 club di elite, svela che oltre un quarto degli impianti non è dotato di un defibrillatore esterno automatico. Inoltre è ancora maggiore il numero delle strutture che non hanno piani relativi agli interventi medici o programmi di formazione sulle tecniche di rianimazione cardiopolmonare. In particolare, nel periodo dello studio (stagione calcistica 2005-06) se anche nessun giocatore ha subito un infarto in campo, si sono registrati 77 attacchi cardiaci tra gli spettatori, con un'incidenza stimata di uno spettatore su 589 mila.

E' quanto emerge da un'indagine condotta dal cardiologo svedese Mats Borjesson, insieme a un gruppo di medici sportivi europei, fra cui Antonio Pelliccia del Coni e lo spagnolo Luis Serratosa del Real Madrid, pubblicata sul European Heart Journal. I ricercatori sottolineano l'importanza di "un'azione urgente" per correre ai ripari. "Troppi stadi - spiega Borjesson, a 100 giorni dai Mondiali di Calcio in Sudafrica - non sono abbastanza preparati a gestire al meglio eventuali attacchi cardiaci fra gli spettatori. Crediamo siano urgenti raccomandazioni formali per migliorare la sicurezza di tifosi e giocatori". Lo studio ha esaminato il numero medio di spettatori in ciascuna struttura, la presenza di attrezzature o indicazioni mediche scritte per eventuali interventi, il numero del personale di emergenza, la distanza media dello stadio dall'ospedale più vicino, il livello di formazione dello staff dell'emergenza e il numero di attacchi cardiaci verificatisi nella stagione calcistica esaminata. Sotto la lente, in particolare, 37 stadi inglesi, 29 francesi e 5 italiani. Sulla base dei dati forniti, i ricercatori stimano che nel corso della stagione si sono affollati sugli spalti circa 45 milioni di spettatori. E se la 'disattenzione' nei confronti della sicurezza del cuore dei tifosi può essere comprensibile per gli stadi più vecchi, resta invece allarmante il dato relativo a Paesi che fanno della presenza di stadi all'avanguardia un vanto. "Il nostro studio conferma che non solo gli atleti, ma anche i tifosi hanno bisogno di adeguate procedure mediche di emergenza", conclude il ricercatore.

Fonte: AdnKronos
 

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