Prospettive e impatto delle nuove disposizioni per garantire l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore

Medicina Generale | | 16/03/2010 15:56

A Roma una Tavola Rotonda organizzata dall’Associazione Parlamentare per la tutela e la promozione del diritto alla prevenzione per approfondire gli aspetti applicativi della Legge recentemente approvata. “Prendersi cura del dolore e della sofferenza dei malati terminali. E', a partire da questo impegno, che lo scorso 9 marzo la Camera dei Deputati ha definitivamente approvato le Disposizioni per garantire l'accesso alle cure e alla terapia del dolore” ha dichiarato il senatore Antonio Tomassini, Presidente della Commissione Permanente Igiene e Sanità del Senato e dell’Associazione Parlamentare per la tutela e la promozione del diritto alla prevenzione, aprendo i lavori dell’incontro dal titolo «Prospettive ed Impatto delle Nuove Disposizioni per garantire l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore» tenutosi oggi a Roma presso la Biblioteca del Senato Giovanni Spadolini. “Come medico e nella mia funzione di Presidente della Commissione Sanità di Palazzo Madama – aggiunge Tomassini - mi preme sottolineare come questa Legge rappresenti un significativo passo avanti verso una normativa più organica e soprattutto civile in materia di terapie antalgiche e cure palliative, dove l'Italia scontava ritardi a dir poco inaccettabili. Con essa si vuole assicurare l’equità nell’accesso all’assistenza, la qualità delle cure e la loro appropriatezza riguardo alle specifiche esigenze ed il rispetto della dignità e dell’autonomia della persona. Alleviare il dolore non sarà più un “palliativo” – continua Tomassini - ma un percorso durante il quale si dovranno affrontare, con la dovuta sensibilità da parte di equipe di sanitari specializzate e competenti, sia il problema del dolore cronico che l’assistenza al malato terminale, che non consiste solo in un atto farmacologico ma rappresenta, soprattutto, un problema umano e culturale con importanti risvolti sociali e psicologici. Ogni nostra iniziativa politica e sociale va, quindi, prospettata in maniera da affrontare la centralità di tale problematica. Finalmente – conclude Tomassini - si può dare una piena e concreta attuazione all’articolo 32 della nostra Costituzione, vero pilastro del nostro Stato, con la completa realizzazione di quello che era nello spirito del Legislatore: garantire ad ogni cittadino non solo il diritto alla salute, ma anche al rispetto della propria dignità di individuo, nella malattia e nella morte, come atti biologici che rappresentano le tappe inevitabili della nostra esistenza”.

“Questa Legge è una pietra miliare, perché tutela chi soffre e garantisce un rapido ed omogeneo accesso alla terapia del dolore e alle cure palliative – ha dichiarato Guido Fanelli, Coordinatore della Commissione Ministeriale sulla Terapia del Dolore e Cure Palliative - Il dolore è una malattia da curare, perché mina l’integrità fisica e psichica del paziente, con un notevole impatto negativo sulla qualità della vita, la capacità lavorativa, e le relazioni sociali. E da oggi sarà più facile”. “Questa Legge prevede reti regionali strutturate di terapia del dolore, accesso semplificato ai medicinali per il trattamento dei pazienti affetti da dolore severo, obbligo di registrare in cartella clinica il tipo di dolore, la terapia e i risultati ottenuti per ogni ricoverato, così come si registrano temperatura e pressione sanguigna, formazione dei medici di famiglia, supportati da una rete di centri specializzati per la diagnosi e l’impostazione della cura, attenzione particolare ai bambini, quasi sempre incapaci di esprimere la loro sofferenza: validi presupposti per risalire la china dei Paesi più attivi nella lotta al dolore. – continua Fanelli – Ma soprattutto vorrei sottolineare l’importanza della «filosofia» che ha guidato la definizione delle nuove disposizioni: quella del territorio senza dolore, attuabile attraverso la creazione di una rete assistenziale, che riorganizzi e metta a sistema le risorse esistenti, per garantire un più facile accesso alle cure, rafforzando l’offerta antalgica nel territorio per il paziente adulto e pediatrico”. Claudio Cricelli, Presidente della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG) plaude alla approvazione del disegno di legge sull’“accesso alle cure palliative ed alla terapia del dolore”: “Esprimiamo soddisfazione e orgoglio per avere contribuito attraverso il nostro impegno e disponibilità all’approvazione della Legge sulle cure palliative – afferma Cricelli – è un punto di partenza. Da oggi comincia un percorso che deve portare alla completa applicazione di queste disposizioni: verrà creata una rete di hospice e strutture, partendo da quelle già esistenti sul territorio e verrà reso più facile l’accesso ai farmaci antidolore, tra cui gli oppiacei, continua Cricelli – sarà nostro compito attivare un’importante campagna di informazione e formazione rivolta sia ai medici che ai cittadini. In particolare è essenziale ricordare ai medici che è loro assoluto dovere combattere il dolore in ogni sua forma e informare i cittadini che è un loro assoluto diritto non soffrire a causa del dolore, acuto o cronico. La novità contenuta in questa Legge, che pone il nostro Paese fra i più avanzati nell’approccio sistematico alla cura dei pazienti con dolore cronico e in fase terminale di malattia, è l’aver colto che il salto di qualità assistenziale è determinato dalla gestione in Rete del problema «cura»”. “Con l’istituzione, poi, di due Reti distinte per la cura del Dolore Cronico e le Cure Palliative – conclude Cricelli – la Legge dà fondamento alla soluzione di uno degli aspetti più critici dei Servizi Sanitari, quello della organizzazione del processo assistenziale, che nelle cure palliative e nella medicina del dolore trova un elemento imprescindibile della qualità di Cura”.

 

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