Valsartan è l’unico antipertensivo ad avere dimostrato di ridurre l’insorgenza del diabete di tipo 2: sul NEJM i risultati di NAVIGATOR

Rossana Bruno | 17/03/2010 13:05

anemia

Lo Studio NAVIGATOR, con oltre 9.000 pazienti arruolati, è uno dei più ampi e lunghi trial in pazienti pre-diabetici. Il regime terapeutico con valsartan ha ridotto del 14% il rischio di sviluppare nuovi casi di diabete in pazienti con ridotta tolleranza al glucosio. Il regime terapeutico con nateglinide ha mostrato un effetto neutro nella riduzione dell’incidenza di nuovi casi di diabete o di eventi cardiovascolari. I risultati di Navigator, studio di riferimento che ha coinvolto oltre 9000 pazienti, ha dimostrato che l’antipertensivo valsartan ha ritardato l’insorgenza di nuovi casi di diabete di tipo 2, in pazienti affetti da patologie cardiovascolari o con fattori di rischio e ridotta tolleranza al glucosio, una comune condizione pre-diabetica. I principali dati del NAVIGATOR (Nateglinide and Valsartan in Impaired Glucose Tolerance Outcomes Research), iniziato nel 2001, sono stati presentati all’American College of Cardiology di Atlanta e pubblicati sul New England Journal Of Medicine. Lo Studio ha valutato se l’antipertensivo valsartan o l’antidiabetico orale nateglinide (che in Italia non è in commercio) fossero in grado di ridurre l’insorgenza di nuovi casi di diabete o di ridurre l’incidenza di eventi cardiovascolari, in pazienti con ridotta tolleranza al glucosio e affetti da patologia cardiovascolare o altri fattori di rischio. “L’obesità e l’ipertensione sono problemi di salute globali e molti di questi pazienti presentano problemi di ridotta tolleranza al glucosio. Da numerosi studi sappiamo che questi pazienti con ridotta tolleranza al glucosio presentano un rischio maggiore di sviluppare il diabete di tipo 2 e patologie cardiovascolari” ha dichiarato Robert Califf, Ricerca Clinica alla Scuola di Medicina della Duke University e Direttore dell’Istituto di Medicina Translazionale, NC USA. “ È importante continuare la ricerca su interventi farmacologici che possono ridurre l’incidenza del diabete e di patologie cardiovascolari e far comprendere ai nostri pazienti che la riduzione di peso, anche solo del 5%, rappresenta un reale strumento di prevenzione”.

Lo Studio NAVIGATOR ha aggiunto significative novità al già ricco dossier di informazioni di cui disponiamo su valsartan. In particolare NAVIGATOR è il primo studio internazionale ad avere evidenziato che valsartan è l’unico antipertensivo, che ha dimostrato di prevenire significativamente l’insorgenza di nuovi casi di diabete in pazienti con ridotta tolleranza al glucosio. Infatti i pazienti in Studio, con ridotta tolleranza al glucosio e patologie cardiovascolari o altri fattori di rischio che hanno assunto valsartan per almeno 5 anni in aggiunta al loro usuale trattamento terapeutico e ad uno specifico programma di correzione dello stile di vita e delle abitudini alimentari, hanno ottenuto una significativa riduzione del 14% del rischio di sviluppare nuovi casi di diabete, rispetto ai pazienti del gruppo che non ha assunto valsartan. La terapia con valsartan ha mostrato un effetto neutro sulla riduzione di eventi cardiovascolari, trattandosi di un gruppo di pazienti ben controllati dalla terapia usuale. Naturalmente va tenuto presente che le modifiche dello stile alimentare e di vita rappresentano la principale modalità di prevenzione. La terapia a base di nateglinide ha mostrato un effetto neutro nell’incidenza di nuovi casi di diabete o di eventi cardiovascolari in questa popolazione. Novartis intende condividere i risultati di questo Studio con FDA ai fini delle indicazioni di valsartan; e cioè per valutare di includere quella per prevenire nuovi casi di diabete di tipo 2. Valsartan è attualmente indicato per il trattamento di ipertensione, scompenso cardiaco e riduzione della mortalità cardiovascolare in pazienti che hanno subìto un infarto. Stime internazionali indicano che entro il 2030 la prevalenza mondiale del diabete crescerà del 50% (passando da 285 milioni a 439 milioni di pazienti). La ridotta intolleranza al glucosio, così come l’alterata glicemia a digiuno rappresentano fattori di rischio significativi per lo sviluppo del diabete; e si stima che fino al 70% dei pazienti affetti da questa patologia svilupperanno il diabete di tipo 2 nell’arco della loro vita. Le attuali linee guida dell’Associazione america per il Diabete, dell’American College di Endocrinologia, dell’Associazione Americana degli Endocrinologi Clinici e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomandano un ampio ventaglio di interventi per la gestione del pre-diabete basati sulle modifiche dello stile di vita. “Modifiche nello stile di vita rimangono gli interventi principali per la prevenzione del diabete. Lo Studio NAVIGATOR dimostra che valsartan, se aggiunto ad un programma di modifica nello stile di vita, può rallentare la progressione del diabete nelle persone con alto rischio cardiovascolare e che hanno una ridotta tolleranza al glucosio” ha dichiarato il Dott. Rury Holman, Professore di Medicina diabetica al Centro Oxford per il Diabete Endocrinologia e Metabolismo, Università di Oxford. Regno Unito.