Tumori: contro quelli femminili qualità della vita arma in più per cure

Ginecologia | | 18/03/2010 11:26

Contro i tumori femminili anche una buona qualità della vita, con le 'attenzioni' che servono a salvaguardare la femminilità e ritrovare la propria immagine, può essere decisiva per il successo della terapia. Ed è per questo che, quest'anno per la prima volta tre grandi centri di oncologia italiani - l'Istituto europeo di oncologia di Milano, il Policlinico Gemelli di Roma e l'Istituto nazionale tumori di Napoli - promuovono un meeting parallelo dedicato a tutti i fattori che contribuiscono alla qualità di vita delle donne colpite da tumore: dalle terapie farmacologiche, con ridotti effetti collaterali, alla cura della propria immagine.
Una 'Festa della Donna', dunque, dedicata anche alle oltre 122 mila italiane che ogni anno ricevono una diagnosi di tumore maligno e al milione di donne che attualmente convive con queste malattie. Forme tumorali che mirano al cuore della femminilità, come il cancro della mammella, del collo dell'utero e il carcinoma ovarico. "La cultura della qualità di vita in oncologia oggi è molto più diffusa rispetto a qualche anno fa perché molte patologie si possono curare, le persone vivono più a lungo e l'attenzione a quest'aspetto è diventata quindi una parte fondamentale del percorso terapeutico", afferma Giovanni Scambia, direttore del Dipartimento per la tutela salute della donna e della vita nascente del Policlinico Gemelli di Roma.

In Italia oggi sono oltre 38 mila le donne colpite ogni anno da tumore alla mammella. Circa quattromila quelle che ricevono una diagnosi di carcinoma dell'ovaio. I progressi delle terapie hanno aumentato le percentuali di sopravvivenza, soprattutto nel tumore alla mammella, ma l'impatto della malattia e dei trattamenti, chirurgici, radiologici e farmacologici, sulla qualità di vita della donna è ancora forte. Oggi, rispetto al passato, le pazienti però possono contare su più strumenti per affrontare l'esperienza della malattia. A partire dalla diagnostica, che permette di programmare l'intervento più indicato. O la chirurgia mininvasiva, che consente di ridurre l'impatto dell'operazione, sia in termini di ripresa post operatoria sia di assenza di cicatrice. E anche la chemioterapia, con diversi farmaci a disposizione e una minore tossicità, può produrre effetti collaterali minori.
Per sostenere le donne, inoltre, all'oncologo si affiancano molteplici figure professionali che si occupano dei diversi aspetti coinvolti: lo psiconcologo, il riabilitatore, i volontari delle associazioni, che insieme allo specialista rappresentano un vero e proprio team oncologico che si prende cura della paziente e della sua qualità di vita. Fondamentale il supporto psiconcologico, che mira ad aiutare la paziente a gestire il rapporto di coppia, la propria sessualità e la propria immagine.
"Il supporto psicologico, la psicoterapia hanno lo scopo di aiutare le donne a integrare l'evento, o gli eventi, di rottura nella propria storia - afferma Florence Didier, dell'unità di Psiconcologia dell'Ieo di Milano - questo significa aiutare le donne a riappacificarsi con la vita, con loro stesse, integrando i cambiamenti subiti, superando il dolore delle perdite, ritrovando la capacità di apprezzarsi, di valorizzarsi, di continuare ad amarsi e ad essere amate al di là dei cambiamenti subiti, al di là di quello che le donne possono vivere come dei difetti".
Fonte: AdnKronos
 

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