Allo studio in Lombardia 'dote rosa' per prevenzione donne Bresciani, obiettivo allargare adesione a mammografia

Redazione DottNet | 18/03/2010 11:40

acido-folico

Una 'dote rosa' per le donne in età da screening mammografico contro il cancro al seno. E' l'idea alla quale sta lavorando l'assessore alla Sanità della Regione Lombardia, Luciano Bresciani, intervenuto oggi a Milano a un convegno sulla medicina di genere.
Il progetto, in cantiere, punta ad allargare la platea di donne che si sottopongono con regolarità all'esame per stanare in tempo eventuali tumori al seno. "Oggi aderisce alle campagne di prevenzione il 62%" delle donne 'convocate' tramite lettera dalla Regione, spiega Bresciani. "Noi puntiamo a coinvolgere anche quel 38% che ci sfugge". Da qui l'idea di "una dote sanitaria per la mammografia, calcolata in euro e destinata a finanziare l'esame in base a quanto previsto dai protocolli condivisi in sede di Gruppi di approfondimento tecnico (Gat)".
 

La strategia? "Vorremmo inviare un messaggio a queste donne, insieme alla lettere di invito ad aderire allo screening: 'Abbiamo messo virtualmente a tua disposizione una somma di denaro (verrebbe in realtà affidata al medico di famiglia che diventa sempre più 'case manager') per la tua mammografia. Se non la fai, destineremo questa dote a un'altra persona'". Forse, conclude Bresciani, "facendo leva sui piccoli egoismi, riusciremo ad aumentare l'adesione. Questa è la nostra speranza. Anche perché l'identificazione di un nodulo di dimensioni minime, sotto gli 8 millimetri, significa guarigione assicurata. Quando le dimensioni si fanno più significative le cose si complicano, così come le terapie, il calvario della donna, i costi per il Servizio sanitario regionale". Il progetto per il momento è solo un'idea sulla carta, ma ricalca la più nota dote sanitaria da mettere a disposizione dei medici per la gestione dei malati cronici.

Fonte: AdnKronos