In Piemonte ogni 3 giorni un bimbo si ammala di diabete

Adelaide Terracciano | 18/03/2010 16:31

In Piemonte sono oltre 20 mila i pazienti con diabete di tipo 1, di cui più di seimila con un'età compresa tra i 15 e i 30 anni e poco meno di 900 da zero a 14 anni. I nuovi casi sono in continuo aumento: ogni tre giorni in Piemonte un bambino si ammala di diabete di tipo 1 e sono circa 100 ogni anno le nuove diagnosi di questa malattia di origine autoimmune, in cui cioè gli anticorpi del paziente distruggono le cellule che producono l'insulina. Negli ultimi 20 anni l'incidenza del diabete giovanile è raddoppiata, passando da 7 a 14 casi ogni centomila abitanti. I dati arrivano dal Registro del diabete tipo 1 di Torino, realizzato dai dipartimenti di Medicina interna e Pediatria dell'università del capoluogo piemontese, in collaborazione con i Servizi diabetologici pediatrici e dell'adulto. E saranno presentati a domani al Congresso regionale della Società italiana di diabetologia.
Gli esperti rivelano anche che le nuove diagnosi di diabete di tipo 1 riguardano in un caso su 10 figli di migranti, per lo più nordafricani. "Il diabete tipo 1 - spiega Graziella Bruno, presidente della sezione regionale della Sida e diabetologa del dipartimento di Medicina interna dell'università di Torino - è una malattia autoimmune in cui fattori non ancora individuati scatenano nei pazienti geneticamente suscettibili la risposta immunitaria diretta contro lo cellule pancreatiche che secernono l'insulina.

Alcuni dati suggeriscono che il miglioramento delle condizioni di vita nei primi anni possa aver reso i giovani più esposti alle malattie autoimmuni, tra cui il diabete tipo 1. Nei figli di migranti questo effetto potrebbe essere ancor più dirompente, perché le abitudini alimentari drasticamente cambiate rispetto al Paese d'origine potrebbero far emergere più facilmente la malattia. Il dato implica anche che l'immigrazione dai Paesi in via di sviluppo potrà contribuire in misura rilevante all'incremento del numero di pazienti con diabete di tipo 1, rendendo necessario programmare interventi sanitari che tengano conto anche dei peculiari aspetti sociali correlati". Il Registro di Torino è stato il primo a nascere nel nostro Paese e ha seguito negli anni oltre duemila diabetici piemontesi: dal 1984 censisce i nuovi casi di diabete di tipo 1 fra i giovani da 0 a 29 anni nella Provincia di Torino; dal 1990, grazie alla collaborazione coi pediatri di tutta la Regione, include anche i nuovi casi diagnosticati fra gli 'under 14' di tutto il Piemonte. "Nel mondo esistono pochissimi Registri altrettanto ampi - afferma Bruno - e in Italia si tratta dell'esperienza che dura da più tempo. In accordo con i dati raccolti da Registri simili nel resto del mondo occidentale, l'incidenza del diabete di tipo 1 risulta in continua ma costante ascesa, con un incremento annuo del 3% pressoché ovunque".

Fonte: AdnKronos
 

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