Certificati on line: la risposta del Ministero a Cozza e Milillo. “E’ tutto pronto, nessuna sanzione nei primi quattro mesi di prova”

Sindacato | Silvio Campione | 21/03/2010 18:30

Dopo le polemiche di Cozza e Milillo sui certificati on line, e soprattutto su tempi e sulle modalità di attuazione, abbiamo deciso d’interpellare i responsabili del “Dipartimento per la digitalizzazione dell’informatizzazione della Pubblica Amministrazione”, un settore che fa capo alla presidenza del Consiglio dei ministri. In pratica siamo entrati nella “stanza dei bottoni” per vederci chiaro e poter dare una risposta ai tanti medici che ci scrivono fornendo in anteprima una parte del Decreto con cui si dà avvio alla certificazione on line. I ritardi, secondo i tecnici del Dipartimento, sono dipesi finora dall’approvazione di una serie di decreti, iter che ha inevitabilmente rallentato le procedure.

Ma andiamo per ordine: la trasmissione telematica dei certificati era prevista nella Finanziaria 2005/2007 già per il settore privato. L’integrazione con il settore pubblico è arrivata con il decreto Legge 150, operazione che si svolgerà, quindi, con le stesse modalità previste per il privato. Per cui era inutile, sostengono i tecnici del Dipartimento, sdoppiare il sistema, anche per evitare inutili duplicati ai medici e all’Inps. Tutto è stato approvato lo scorso 26 febbraio con un decreto firmato dai ministri della Salute, dell’Economia e del Lavoro con l’avallo del ministro per la Funzione Pubblica. Questo decreto, come detto, definisce nel dettaglio le regole tecniche da applicare per la certificazione on line. Ecco i principali punti: la legge diventerà operativa dal 3 aprile prossimo, salvo rinvio di qualche giorno dovuto alla data di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Da quel momento comincerà un periodo transitorio di tre mesi durante i quali i medici potranno utilizzare la certificazione cartacea e telematica: si tratta di una sorta di doppio binario durante il quale non ci sarà alcuna sanzione per il medico che non utilizzerà il sistema on line. Nel frattempo le aziende sanitarie, gli ordini o altri enti dovranno fornire ai professionista il Pin per l’accesso alla rete, grosso modo come si sta già facendo con la certificazione per l’invalidità civile. Terminati i tre mesi ci sarà un ulteriore periodo di trenta giorni per il collaudo della sola certificazione on line. Alla fine dei quattro mesi, se il sistema funzionerà a dovere, si dovranno necessariamente trasmettere i certificati per via telematica e solo in quel caso scatteranno le sanzioni per i medici che non si adegueranno al nuovo regime. A questo punto è doverosa una parentesi: la trasmissione on line avviene attraverso un sistema che fa capo alla Sogei, società che di fatto è gestita dal ministero dell’Economia. Il certificato redatto dal medico arriva ai server della Sogei che a sua volta lo trasferisce all’Inps. L’ente, infine, lo renderà disponibile ai datori di lavoro sia pubblici che privati. “Il meccanismo non è complesso – affermano al ministero – anzi non potrà fare altro che facilitare la vita al dipendente e al datore di lavoro. L’unica differenza sta solo nella scelta che potrebbe attuare il datore di lavoro del settore privato, vale a dire se preferisce l’invio telematico o ancora cartaceo. Per il pubblico, invece, sarà d’obbligo la certificazione on line”. Al ministero ribadiscono che la certificazione è gratuita, così come avvenuto finora. Restano tuttavia alcune criticità, a cui si è già provveduto, almeno sulla carta, a porre rimedio. La prima riguarda la trasmissione subito dopo la visita al malato: il medico, dicono al Dipartimento, non dovrà tornare necessariamente allo studio, ma potrà utilizzare qualunque strumento collegato alla rete, coma palmari o netbook. Già, ma se la zona non ha copertura internet? “Avvieremo una rete telefonica ad hoc – rispondono i tecnici del ministero -. Un call center a cui chiamare per dichiarare la malattia del lavoratore”.
Se ci sono dubbi o interrogativi, scriveteci : faremo da tramite col ministero della Funzione Pubblica.

Silvio Campione
 

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