Cala il personale medico negli ospedali. Per l’Anaao la legge Brunetta mette a rischio 18mila dottori

Redazione DottNet | 20/03/2010 14:54

Pronto soccorso al collasso e liste d'attesa sempre più lunghe. E' il risultato della diminuzione del personale medico negli ospedali: dal 2004 al 2008 i dottori sono diminuiti di 39 mila unità, passando da 319 mila a 280 mila. E la legge Brunetta, secondo Anaao-Assomed, mette a rischio altri 17.907 dottori ''in reparti già spaventosamente sguarniti'', mentre la Cgil medici parla di ''13 mila precari ospedalieri'' che ''continuano a non vedere alcuno spiraglio di stabilità''. La denuncia è contenuta in un articolo de ''L'Espresso''. ''Il dramma nazionale di una sanità in deficit di personale e di letti per i malati gravi - si legge nel testo - ha radici gravi che affondano nello spaventoso debito pubblico accumulato dall'Italia prima di Tangentopoli, e nelle più recenti voragini aperte da alcune giunte regionali''. Le emergenze sono coperte da plotoni di ''precari con poca formazione e nessun diritto, che però costano solo 1.200-1.300 euro al mese'', lamenta Giuseppe Garraffo della Cisl.

 Dal giugno 2008, scrive L'Espresso, ad accelerare l'esodo dei dottori è il decreto Brunetta che ''prepensiona anche i medici pubblici, senza sostituirli, ad appena 58 anni''. Questa legge - aggiunge L'Espresso - ha visto però le proteste non solo delle regioni di centrosinistra, ma anche di quelle del centrodestra. Di qui l'intervento del Governo, che però ''pasticcia con l'età pensionabile''. Fatto sta che l'ultimo intervento legislativo, un emendamento del senatore Antonio Tomassini (Pdl) alla legge sui 'lavori usuranti' presentato nel 2009, prevede che ''i dottori andranno in pensione dopo 40 anni di servizio''. ''L'emendamento - spiega Carlo Lusenti, segretario dell'Anaoo - non abroga la legge Brunetta, e trascura che la giurisprudenza equipara gli anni di servizio a quelli di contributi''. Lusenti dell'Anaao vede un futuro nero: ''Ormai i medici restano precari fino a 40 anni e già a 50 cominciano a temere la rottamazione, per cui sono sempre più ricattabili da direttori generali lottizzati e magari maneggioni''. In questo quadro ''a tinte fosche'' dove la Puglia denuncia di avere ''12 mila medici in meno dell'Emilia, che ha una popolazione equivalente'' - conclude L'Espresso - emergono alcune regioni in controtendenza: poche, quasi tutte con una forte sanità pubblica. La Toscana, nel 2009, ha 'guadagnato' 294 dottori, mentre l'Emilia nell'ultimo triennio ha regolarizzato 5611 precari: così dal 2001 i medici di ruolo sono cresciuti da 8.597 a 9.438.

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